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Attualità | 01 luglio 2021, 08:22

Ventimiglia: cantiere della ciclabile fermo e diversamente abile non può recarsi in spiaggia, la denuncia

Si tratta di una donna di 74 anni che, fino allo scorso anno poteva andare sulla battigia grazie all'aiuto dei gestori di uno stabilimento. Oggi, con il cantiere (fermo) non può perchè servirebbe una passerella.

Ventimiglia: cantiere della ciclabile fermo e diversamente abile non può recarsi in spiaggia, la denuncia

Il cantiere della pista ciclabile ‘a sbalzo’ sul lungomare di Ventimiglia ha generato molte polemiche sul piano politico negli ultimi mesi e oggi ne arriva un’altra, questa volta da una cittadina che, costretta sulla sedia a rotelle per disabilità, per la prima volta sarà costretta a non poter andare al mare come fatto fino allo scorso anno.

Si tratta di M.C., 74enne che ci ha scritto per denunciare la situazione: “Abitando sul lungomare convivo con il disagio di numerose inottemperanze da parte di chi dovrebbe operare a favore dei propri concittadini, ma purtroppo non lo fa. La stagione balneare è nel vivo della sua breve durata, come moltissime altre persone, residenti e turisti, ero solita usufruire della spiaggia libera attrezzata che sorge proprio di fronte a casa mia, poiché necessito di parecchia assistenza (non posso servirmi della spiaggia libera per disabili del Biscione, ma mi recavo presso lo stabilimento, trasportata su carrozzina). Venivo aiutata dai gestori della spiaggia nelle semplici ‘manovre’ come sedersi su un lettino e prendere il sole, potevo arrivare al bagnasciuga grazie al corridoio in legno e potevo fare il bagno solo grazie ad un’apposita sedia galleggiante in possesso dello stabilimento. Finalmente, dopo tanti anni all’asciutto, potevo di nuovo nuotare, come quando ero giovane e non avevo ancora contratto la malattia”.

Maria Dina però ci conferma che quest’anno tutto questo non è possibile, a causa del cantiere per la pista ciclabile a sbalzo: “E’ fermo da mesi – prosegue - un’opera che doveva essere terminata prima dell’estate è ad oggi un obbrobrio che deturpa l’aspetto della città e straccia le speranze di chi, come me, aveva trovato l’unico modo per non sentirsi esclusi dal poter fare una cosa che per chi non ha problemi è semplicissima, ma per noi disabili è ad oggi impossibile; poter andare in spiaggia e fare il bagno. Ci sentiamo abbandonati, vittime delle nostre diversità. Mi rivolgo al Sindaco mio coetaneo, Gaetano Scullino, all’Assessore ai lavori pubblici e all’Assessore al turismo. Siete consapevoli delle conseguenze che quest’opera, ad oggi incompleta e abbandonata, ha su di noi disabili? E’ questa l’immagine della città che vogliamo riservare ai turisti? Come noi (disabili) subiscono questo disagio tutte le famiglie con passeggini, i disabili che riescono a deambulare, gli anziani e i bambini”.

Secondo Maria Dina basterebbe una passerella provvisoria, in legno, per la durata del cantiere, che presumibilmente durerà più dell’estate stessa: “Prego tutti i politici responsabili di questi disservizi di non prodigarsi nel cercare la giustificazione a tutti questi disagi. Tiratevi su le maniche e venite a fare la passerella per far scendere i disabili in spiaggia”.

Carlo Alessi

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