"Ventimiglia è quello strano posto laddove chi viene preso a sprangate da un gruppo di persone viene perseguito (mentre i suoi aggressori no), si guadagna un decreto d'espulsione per via del colore della sua pelle, non riceve le cure necessarie dopo aver riportato traumi e gravi ferite, e viene rinchiuso in quelle tremende carceri per persone innocenti che sono i CPR. E che, in stato di completa disperazione, a 23 anni, decide di suicidarsi".
Lo scrive Rete Sanremo Solidale, in ricordo di Musa Balde, il giovane vittima di un'aggressione a Ventimiglia nelle scorse settimane, che ieri si è tolto la vita al cpr di Torino. "Probabilmente Musa (questo il nome del ragazzo suicidatosi) aveva già visto abbastanza del nostro 'Nuovo Mondo': aggressioni razziste, completa noncuranza da parte dell'autorità, indifferenza totale, carcere. Il danno e la beffa: l'espulsione. Ventimiglia è quello strano posto laddove un cellulare usato vale più di una vita umana. Tutte e tutti noi siamo in pericolo a vivere in un posto laddove la vita umana vale così poco. E ancora meno vale se si è poveri e se si ha la pelle nera. Alle autorità, al questore, al sindaco, e ai tanti cattivisti che in particolare sui social si sono affrettati a dare il proprio giudizio, a chi lavora nei CPR, a chi prende queste scellerate decisioni, a chi non si accorge della disperazione delle persone, noi chiediamo a gran voce: avete mai provato a dormire senza un riparo, d’inverno, come lui a Ventimiglia, insieme a molti altri, trattati non come esseri umani e neppure come animali (perché ai nostri animali costruiamo ripari), ma come cose che si possono spazzar via di qua, di là, con gli sgomberi, come spazzatura? Vi siete mai sentiti umiliati nell’accettare il cibo da volontari sconosciuti e, se non ce n’era abbastanza per tutti, spinti dai morsi della fame, a tentare un furto per poter mangiare? Vi hanno mai picchiati, 3 contro uno, con il pretesto di un tentato furto, in realtà perché avete un colore della pelle diverso dalla gente di un paese a voi estraneo? Vi siete mai sentiti inutili nonostante tutti i vostri sforzi? Questo ragazzo ha affrontato, venendo dalla Guinea, le torture in Libia per poter farsi mandare più denaro dai familiari, da consegnare agli scafisti, ha superato il pericolo del Mediterraneo su un mezzo fatiscente, forse ha visto morire alcuni suoi compagni lungo il viaggio, è arrivato ad un passo dal raggiungere il paese dei suoi sogni: la Francia? Altrove? Ma non ha potuto proseguire, grazie al famigerato trattato di Dublino. Avete mai sperimentato la mancanza di libertà di movimento?"
"Ci sarà poi da chiarire (e ci faremo sentire) il perché Musa non avesse ricevuto le cure del caso, essendo gravemente ferito. E’ stato inoltre riferito dagli altri detenuti (poi insorti in più che giusta protesta) che gli era stato anche negato di poter essere visitato da un medico. Ed ecco la disperazione, a soli 23 anni! Meglio morire che tornare al punto di partenza, meglio sperare nella misericordia di un qualche dio che rimanere in questo mondo alla rovescia, in cui le vittime dell’ingiustizia vengono punite! Ci auguriamo che il sindaco interroghi la sua coscienza: se ci fosse stato il campo di transito, da lui negato, questo giovane innominato (nella speranza che possiamo dimenticarlo come fosse un numero?) sarebbe forse stato costretto a tentare un furto? Avrebbe trovato invece, oltre provvisoriamente al cibo, mentre tentava di oltrepassare il confine, anche un consulente legale, se avesse desiderato rimanere. Tutte le vite valgono, non solo le vostre. Riposa in pace, giovane Musa".

















