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Attualità | 06 gennaio 2021, 07:14

Festival e chiusure di Capodanno: la preoccupazione di Federalberghi per il futuro del settore a Sanremo

Per Sanremo servirebbe un Festival ‘completo’, ovvero con presenze importanti in città, ma la situazione pandemica non preannuncia nulla di buono. Secondo quanto si apprende da fonti nazionali e internazionali non sembra possibile, almeno adesso, poter ospitare pubblico in sala (se non ridotto e con misure di sicurezza importanti) e men che meno poter pensare ad un palco in piazza Colombo con una platea di fronte.

Il palco del Festival 2020, per ora una speranza

Il palco del Festival 2020, per ora una speranza

Cresce la preoccupazione degli albergatori nella nostra provincia, dopo la quasi totale chiusura di Capodanno con perdite pressoché totali rispetto agli anni, per il futuro delle strutture nel 2021. Le perdite sono quantificabili in milioni di euro, con una stagione invernale praticamente azzerata.

Ora si attende di capire la situazione Festival, anche se il rischio di avere numeri bassi è ben presente con l’ipotesi ‘nave bolla’ non confermata ma all’orizzonte. La kermesse canora matuziana, con la situazione pandemica in atto dovrà sicuramente essere ridisegnata rispetto alle ultime edizioni ed il rischio di avere molto meno interesse turistico è alto, soprattutto per le strutture attorno a Sanremo.

Al momento, secondo Federalberghi, non si ha notizia di possibili chiusure di strutture, anche se ovviamente sul piano economico la situazione è molto grave. Un vero peccato, perché quest’estate tutti gli alberghi avevano riaperto e la stagione è andata anche piuttosto bene ma, con la chiusura di Capodanno e le incognite del Festival, al momento sembra che la maggior parte stia pensando a riaprire, se sarà possibile, per Pasqua e per i ponti di aprile e maggio.

“Sicuramente avremo delle ricadute sul piano occupazionale – ha detto il presidente di Federalberghi, Igor Varneroper una stagione che, se tutto andrà bene, durerà non più di 5 o 6 mesi. Al momento, secondo nostre fonti, le casse integrazioni sono arrivate anche se in questo periodo i nostri dipendenti sono in disoccupazione. I problemi gravi sono i ristori insufficienti e le incertezze che arrivano di giorno in giorno, senza dimenticare le tasse che arriveranno a breve. Fortunatamente l’Imu è stata tolta ma abbiamo chiesto di ridurre la Tari in modo significativo, visto che fondamentalmente abbiamo lavorato circa 3 mesi. E i lavoratori, comunque, non possono certo rimanere in cassa integrazione per sempre”.

Per Sanremo servirebbe un Festival ‘completo’, ovvero con presenze importanti in città, ma la situazione pandemica non preannuncia nulla di buono. Secondo quanto si apprende da fonti nazionali e internazionali non sembra possibile, almeno adesso, poter ospitare pubblico in sala (se non ridotto e con misure di sicurezza importanti) e men che meno poter pensare ad un palco in piazza Colombo con una platea di fronte.

“Penso che, almeno quest’estate – prosegue Varnero – si siano ottenuti buoni risultati sul piano sanitario, almeno chi ha seguito le regole negli alberghi e nei ristoranti. E, quindi, se si vuol fare il Festival si potrebbe tranquillamente ospitare pubblico e addetti ai lavori negli alberghi. Non sappiamo come arriveremo a marzo, ma sicuramente è importante che il Festival possa far ripartire l’economia sul territorio, altrimenti se ne parla ad aprile. Non dimentichiamo che, tra il pubblico della kermesse canora c’è chi ovviamente fa shopping, va nei bar e nei ristoranti e al Casinò”.

Secondo Varnero “Non si possono scindere gli aspetti sanitario ed economico. Quest’ultimo deve essere traghettato indenne attraverso l’epidemia. Se il turismo non può ripartire perché viene ritenuto il ‘motore’ dell’epidemia (anche se discutibile) facciamo come in Austria, Germania, Belgio e Olanda, dove vengono dati ristori tali da mantenere le aziende, garantendo l’80% dello stipendio ai dipendenti. Non ci sono solo le aziende e i lavoratori ma anche i titolari che devono campare. Se il turismo non può ripartire per il problema sanitario deve essere sostenuto, altrimenti saranno molte le aziende a chiudere. Forse non tutti i governi nazionali hanno capito la gravità della situazione e le conseguenze del Coronavirus non le risaneremo più”.

Varnero termina con un ragionamento sul Festival 2021: “Se funzionasse al 100%, come ad esempio l’anno scorso, le aziende della zona attorno a Sanremo potranno avere l’ossigeno per arrivare all’estate, altrimenti la situazione sarà veramente drammatica. Per quanto riguarda il dianese l’attività potrà riprendere a Pasqua e in primavera. Almeno speriamo”.

Carlo Alessi

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