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Attualità | 25 novembre 2020, 07:05

Dalla Toscana si annuncia lo 'sciopero fiscale': oggi riunione sull'argomento alla Confcommercio imperiese

Sarà una riunione valutativa, anche se secondo i ben informati non c’è la volontà di portare avanti l’idea toscana anche se i commercianti non nascondo la loro rabbia per quanto sta accadendo

Dalla Toscana si annuncia lo 'sciopero fiscale': oggi riunione sull'argomento alla Confcommercio imperiese

È prevista per oggi una riunione del direttivo di Confcommercio della nostra provincia, per parlare della decisione dei colleghi toscani di intraprendere uno ‘sciopero fiscale’, ovvero di non pagare più le tasse allo Stato.

Dalla Confcommercio toscana viene confermato che non ci sono alternative al non pagare le tasse, visto che aziende che fatturano tra 30 e 40mila euro e che hanno affitti e spese pesanti, ricevono al massimo 4.000 euro di ristori. Quella di domani sarà una riunione valutativa, anche se secondo i ben informati non c’è la volontà di portare avanti l’idea.

In provincia di Imperia i commercianti sono arrabbiati soprattutto con il Governo che, pur chiedendo sacrifici (in particolare ai commercianti) non rinuncia a nulla. Sa, da una parte, c’è grande rabbia da parte di bar e ristoranti che incassano pochissimo tra asporto e delivery serale, anche il settore dei negozi sta soffrendo.

Tra i timori di tante persone che stanno riducendo le spese pensando al futuro c’è anche la chiusura di bar e ristoranti che ha ridotto i clienti in giro per le città. Confcommercio ribadisce il fatto che sarebbe stato meglio attuare una chiusura totale, sperando in un dicembre migliore.

C’è però il problema Capodanno, con i protocolli di cui si sta parlando. Saranno feste in tono decisamente minore, con orari che ovviamente precluderanno la presenza nei locali. Senza dimenticare che il mese di dicembre, per tutte le attività è un momento fondamentale per mettere il classico ‘fieno in cascina’ e poter trascorrere senza problemi i mesi invernali.

A Sanremo, infine, si pensa anche a come potrà essere il Festival della canzone. Da tempo Amministrazione matuziana e Rai si parlano giornalmente per capire il da farsi ma, l’attuale situazione sanitaria non concede molti spazi all’immaginazione. Se non dovesse radicalmente migliorare la situazione sarà un Festival televisivo, con ripercussioni negative sull’economia della città.

E, tra gli aderenti all’associazione di categoria c’è la grave paura su quanto accadrà a marzo, quando (se non ci sarà un nuovo rinvio) le aziende potranno decidere di licenziare. Si rischia infatti un crollo verticale dell’economia, anche in funzione di un momento che, sul piano lavorativo non sarà importante come quello estivo, dopo il lockdown della scorsa primavera.

Carlo Alessi

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