L’ultimo DPCM firmato dal premier Giuseppe Conte ha fatto sfumare la riapertura della piscina di Taggia ma si tratterebbe solo di un ritardo sulla tabella di marcia. Il dispositivo nazionale che impone la chiusura di questi impianti sportivi, nell’ambito delle misure anti Covid, ha coinciso con quella che sarebbe dovuta essere l’attesa ripartenza della piscina di Taggia, chiusa dal lockdown.
Il Comune da tempo seguiva l’iter di affidamento diretto. Se non fosse intervenuto il DPCM, la società MySport avrebbe regolarmente aperto. Infatti nei giorni scorsi i locali della piscina erano stati completamente sanificati, la vasca riempita, erano stati attivati percorsi per l’ingresso e l’uscita volti a evitare assembramenti. In altre parole era tutto pronto. Il Comune tuttavia sembrerebbe non intenzionato a perdere il lavoro fatto dall’ufficio patrimonio in questi mesi.
Una possibilità attualmente al vaglio del Comune riguarda la proroga dei termini per far scattare l’affidamento, con l'opzione di perfezionare l’iter a partire dal 24 novembre. Un giorno scelto non per caso, in quanto, le misure introdotte con l’ultimo DPCM si dovrebbero esaurire a partire proprio da quella data. L’incognita sull’affidamento della piscina tuttavia rimane. Nessuno sa che cosa potrebbe accadere tra oggi e la fine del DPCM.
Nella migliore delle ipotesi, le piscine riapriranno ma nella peggiore delle eventualità le misure nazionali potrebbero essere ulteriormente prorogate o addirittura inasprirsi, ad esempio con una limitazione dei movimenti delle persone. A quel punto l’affidamento potrebbe sfumare definitivamente ma considerando questo scenario, ‘forse’ la riapertura della piscina di Taggia, sarebbe il minore dei problemi.
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