La cipolla egiziana ligure, reintrodotta in questi anni nell’estremo ponente ligure grazie alla tenacia e passione di Marco Damele e decine di agricoltori, è un raro e antico ortaggio coltivato in passato nei terreni liguri con caratteristiche importanti sia per la facilità di coltivazione che per l’adattabilità che manifesta anche in condizioni climatiche estreme e disagiate.
Questo affascinante bulbo, è un ibrido sterile relativamente recente (non produce semi ma propaguli vegetativi primaverili), il cui nome scientifico è Allium cepa var. viviparum, nato dall’incrocio spontaneo fra l’Allium cepa e l’ Allium fistulosum (cipolla invernale) ed è una delle cipolle tradizionali presente negli orti di quasi tutto il pianeta; in Russia come in Italia viene coltivata da oltre un secolo. Nelle repubbliche ex URSS dove ha trovato nel secolo scorso il suo massimo sviluppo produttivo viene coltivata praticamente in tutto il territorio. Per capirne la sua importanza, il 20° congresso del Partito Comunista dell’Unione Sovietica impostò nel sesto piano quinquennale, l’obiettivo di raddoppiare la produzione interna di frutta e verdura. Importanti studi dimostrarono che la pianta “tipo” che riusciva a fornire una produzione precoce ed elevata era proprio la cipolla egiziana (Allium cepa viviparum), come confermato già dagli scienziati del XIX secolo.
Il valore economico della cipolla egiziana ci spiega la Dr.ssa Irina Reydes è determinato dal fatto che la sua produzione di foglie verdi invernali, ricche di vitamina C e zuccheri, bassissima percentuale di zolfo, ha un costo di gestione più basso se paragonata con la classica cipolla Allium cepa superando anche Allium fistulosum, la cipolla invernale, per la produttività, la qualità e la tempistica della prima raccolta. Anche se il nome “egiziana” non corrisponde assolutamente alla civiltà egizia, e viene conosciuta nel mondo come cipolla canadese, siberiana, altajana e ligure, il fascino del mistero che da anni aleggia sulla pianta ha favorito di sicuro la sua diffusione e circolazione facendola arrivare intatta al giorno d’oggi, coltivata in provincia di Imperia da aziende agricole, hobbisti e appassionati , entrando dal 2015 a far parte anche nell' Arca del Gusto di Slow Food e in decine di ristoranti, pizzerie, panifici e gastronomie della Provincia di Imperia.
Marco Damele, imprenditore agricolo e scrittore di Camporosso in provincia di Imperia, è protagonista da oltre vent’anni nel mondo della floricoltura del ponente ligure. Dai premi nazionali e internazionali ricevuti per la sua coltivazione di verde ornamentale, dopo un arricchimento professionale alla guida dei giovani agricoltori, ha orientato l’attività dell’azienda sulla ricerca e coltivazione delle antiche varietà orticole, di cui per via della moda, dei gusti e della richiesta di mercato si erano letteralmente perse le tracce. In particolare ha studiato e reintrodotto la cipolla egiziana ligure (Allium cepa viviparum), diventata in poco tempo preziosa ed autentica testimone della biodiversità del Ponente ligure. Marco oggi è un contadino moderno, un custode della biodiversità, titolare di un’azienda all’avanguardia orientata al futuro che alterna alla coltivazione, anche una ricca attività di incontri e conferenze in giro per l’Italia. Per Edizioni Zem ha scritto nel 2018 la sua prima raccolta di ricette vegetariane intitolata ” Cucinare la Cipolla Egiziana” e nel 2019 insieme alla giornalista Irina Reydes il libro “Una Storia di Agrobiodiversità del Ponente Ligure”.














