Continua la battaglia sulla realizzazione della centrale idroelettrica sul Rio Carne a Pigna. Accesa discussione ieri in Consiglio Regionale sull'interpellanza a risposta immediata esposta dal consigliere regionale del M5S Alice Salvatore in merito alla concessa derivazione idrica alla società Remna, nonostante sia già stata revocata l'Autorizzazione Unica da parte della Provincia e ci sia un contenzioso in atto presso il il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche proprio a causa di questa revoca, che vede coinvolte la Provincia di Imperia, il Comune di Pigna, il Corpo Carabinieri Forestale di Imperia e la stessa Regione dipartimento Soprintendenza beni storici ed architettonici.
La domanda posta con l’interpellanza presentata dal M5S riguardava i motivi per i quali la Regione abbia concesso la derivazione acqua giusto pochi giorni prima dell'udienza in Tribunale proprio sul contenzioso in atto. “L'assessore Giampedrone ha risposto con insolita aggressività - spiegano dal Comitato - non entrando però, di fatto, in merito alla tematica esposta.
Ha semplicemente ricordato che la derivazione d'acqua è stata concessa con decreto dirigenziale, e quindi in piena autonomia di ruolo dal dirigente preposto (Enrico Pastorino), e che la politica non entra e non interferisce sull'operatività degli uffici competenti.
L'assessore Giampedrone ha però dimenticato che lui stesso era intervenuto, proprio su come avrebbero operato gli uffici competenti nel particolare frangente di allora, in un'altra interpellanza, sempre sulla mini-centrale idraulica del 4 ottobre 2016.
L'impressione è quindi quella di due comportamenti opposti su una stessa tematica di fondo: la realizzazione di una mini-centrale idraulica che, se fosse confermata dal Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche comporterebbe un sicuro impatto paesaggistico ed ambientale in un incantevole paradiso terrestre, ai primi posti in Liguria secondo la classifica FAI - Fondo Ambiente Italiano - Luoghi del cuore.”
Il Comitato teme inoltre per la stabilità dell'antico ponte romano, soggetto a tutela storico-architettonica, che vedrebbe la sua campata minore attraversata dal canale di derivazione acqua.
“La risposta all’interpellanza - concludono dal comitato - effettuata con approccio aggressivo e basata su definizioni a carattere generale sul ruolo che politica ed uffici competenti devono avere, con relativi limiti e competenze, non è entrata di fatto in merito alle specifiche domande poste ed ha quindi dato la sensazione di essere stata elusiva.”
L'Assessore Giampedrone in una nota ha riposto nuovamente alla consigliera Salvatore relativamente alla questione del rilascio della concessione regionale di derivazione dell’acqua a uso idroelettrico ed irriguo dal bacino del torrente Nervia, in particolare del Rio Carne, che si trova nel comune di Pigna. "Come purtroppo molti altri suoi colleghi esponenti del Movimento Cinque Stelle al Governo del Paese, non studia e non perde occasione per inanellare figuracce quotidiane, portando in Consiglio regionale tematiche che riguardano esclusivamente altri enti e che nulla hanno a che vedere con la Regione”.
“Nel caso specifico – precisa Giampedrone - nella risposta alla interrogazione abbiamo ben chiarito come l''autorizzazione a derivare' sia un atto dirigenziale regionale del settore Difesa del suolo territoriale, totalmente indipendente e svincolato dalla Autorizzazione unica all’impianto che spetta invece, come ampiamente risaputo, alla provincia di Imperia, e come purtroppo la Salvatore dimentica, o ancor peggio fa finta di dimenticare. Riguardo invece la questione della sospensione – aggiunge – non sussistono i presupposti per sospendere l’efficacia della concessione. Ad oggi non esiste infatti alcun provvedimento giurisdizionale di sospensiva.
“Ogni altro tentativo di volere confondere le competenze e i significati degli atti adottati dai dirigenti della Regione – conclude l’assessore - fa parte della becera e ridicola strategia della non realtà, perpetrata dai Cinque Stelle a ogni livello istituzionale”.














