Rimane alta l'attenzione di AIDAA nei confronti della vicenda del gatto Romeo dell'ospedale di Sanremo. Il presidente Croce dopo aver denunciato sabato il direttore del presidio, ha inviato oggi una lettera al Ministro della salute Lorenzin, per denunciare quanto accaduto nell'ospedale matuziano.
“Il gatto ‘Romeo’ – scrive Lorenzo Croce al responsabile del dicastero - aveva anticipato con il suo comportamento tutte le tecniche riconosciute di ‘pet terapy’ a favore di pazienti e degli stessi operatori”. Ma Croce in particolare chiede alla Lorenzin un incontro per discutere della situazione delle oltre duecento colonie feline presenti negli ospedali italiani i cui diritti sanciti dalla legge 281/91 vengono spesso calpestati come avvenuto nel caso del gatto Romeo a Sanremo.
“Gentile Ministro – scrive Croce - le scrivo per segnalarle una situazione quantomeno strana, riferita alla presenza di una colonia regolamente censita all'interno di un ospedale di Sanremo, dove per motivi ancora oscuri il direttore generale di presidio ha deciso di eliminare la presenza dei mici, in particolare di uno di loro il gatto Romeo la cui presenza da oltre quindici anni in ospedale (limitata al cortile, alla portineria ed alla sala di aspetto) è stata antisegnana naturale di tutte le attuali iniziative di pet terapy. La vicenda resa nota attraversoi mezzi di stampa ha suscitato molto scalpore ed ha portato da parte nostra alla denuncia del direttore generale del presidio ospedaliero per violazione della legge 281/91 e nel caso dell'anziano gatto romeo per il reato di maltrattamento di animali per violazione dell'articolo 544 del codice penale, denuncia che allego. Ma al di là della singola vicenda, per la quale vi chiedo un approfondimento amministrativo per capire quali sono state le motivazioni che hanno portato a queste decisioni, sono a chiedere un incontro in tempi stretti per discutere delle problematiche e delle tutele necessarie per le colonie feline situate all'interno degli ospedali italiani troppo spesso oggetto di violazione dei diritti previsti per le colonie e sancite da una legge dello Stato”.














