L’Assessore Regionale ai trasporti Giovanni Berrino risponde a Sebastiano Lopes del Comitato Utenti Pendolari che ha dichiarato, in vista dell’incontro di domani in Regione, di voler abbandonare il tavolo se non verrà ritirato l’aumento del 5% su treni e abbonamenti regionali. (leggi QUI)
“Prima di tutto rispondo che io da Assessore ai trasporti non sto agli ultimatum di nessuno. Questo non è il modo di approcciarsi a un tavolo tecnico e non politico. All’incontro, inoltre, non sarà presente il Presidente Toti, ma ci sarò solo io, come da accordi presi precedentemente con i comitati”.
Assessore, ultimatum o no, i pendolari chiedono la sospensione degli aumenti. È possibile accontentarli?
“No. L’aumento ci sarà ed è dovuto al fatto che le tariffe erano ferme al 1 gennaio 2013. Da allora non era stato fatto l’adeguamento Istat. Inoltre chiariamo che dal 2016 al 2017 aumentano 500mila chilometri di percorrenza”.
Domani si parlerà anche dei numerosi casi segnalati di malfunzionamento delle nuove stazioni di Imperia e Diano.
“Su quello non possiamo fare niente, se non pressione su Rfi e su tutti gli enti competenti”.
E la state facendo?
“Noi stiamo vigilando. Prima di tutto bisogna chiarire che l’unica stazione è quella di Imperia, mentre Diano è una fermata dove non è prevista la presenza umana, purtroppo, né altri servizi presenti nelle stazioni. Per quanto riguarda Imperia mi auguro venga completata al più presto e siano presenti i necessari servizi che non possono mancare in una stazione. Spetta però al Comune mettersi d’accordo con Rfi per l’adeguamento dei parcheggi e a Rt la comunicazione di dove saranno messe le fermate e gli orari dei mezzi pubblici. Ognuno deve fare la propria parte insomma. La Regione, ripeto, vigila affinché ognuno faccia le cose come deve. I disagi possono esserci e cercheremo di attutirli, ma rimane il beneficio di quello che porta alla comunità il raddoppio ferroviario”.
A proposito di disagi. Tra le problematiche segnalate nella fermata di Diano c’è lo scarso servizio di collegamento con il centro città. Si parla di quattro corse giornaliere.
“Non è la Regione che stabilisce numeri e percorsi dei collegamenti all’interno delle province e delle città”.
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