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Attualità | 27 dicembre 2016, 11:43

Continua la petizione “Allattamento è… ovunque lo desideri” lanciata da Raffaella Sottile. Ecco le ultime novità

Raffaella Sottile, operatore culturale e mamma è stata accusata di aver "sempre le tette di fuori" dai titolari di uno Stabilimento Balneare

Continua la petizione “Allattamento è… ovunque lo desideri”  lanciata da Raffaella Sottile. Ecco le ultime novità

La recente vicenda della ricercatrice italiana Chiara Cretella a cui è stato impedito di allattare all’interno di Palazzo d’Accursio, il Municipio di Bologna, ha risollevato una grande polemica nazionale sul tema dell’allattamento in pubblico. "Qui non si possono introdurre cibi e bevande quindi non può allattare", questa la motivazione fornita a Chiara Cretella che si era appartata all’interno di una sala che accoglieva le collezioni comunali d’arte per nutrire il suo bambino.

Chiara, è un’assegnista di ricerca dell'università emiliana, attiva sul fronte dei diritti delle donne e ha denunciato la sua esperienza ai media nazionali riaccendendo il forte dibattito sul tema e ribadendo l’importanza di una legislazione dedicata anche in Italia.

A mettere maggiormente in risalto la storia di Chiara è stata Raffaella Sottile, operatore culturale e mamma “accusata di aver sempre le tette di fuori dai titolari di uno Stabilimento Balneare di Arma di Taggia” attraverso la petizione da lei promossa all’interno del sito Change.org in cui ha presentato la storia di Chiara.

La petizione, denominata “Allattamento è… ovunque lo desideri”  che si può visionare e sottoscrivere al seguente link: QUI ha come obiettivo la tutela dell'allattamento nei luoghi pubblici. La stessa Chiara Cretella pensa che solo una norma specifica eviterebbe episodi analoghi: "Senza una legge ad hoc, ognuno accampa le sue ragioni, dall'offesa al pudore perché si mostra il seno al divieto di introdurre cibi e bevande. Ora stiamo cercando di creare un collegamento a livello nazionale".

Raffaella e Chiara sono unite e sostenute da migliaia di persone in Italia nell’affrontare una problematica che ha radici profonde nell’ambito culturale del nostro paese.

Lo scorso novembre anche le Nazioni Unite hanno lanciato un messaggio a tutti i paesi membri affinchè si faccia di più per sostenere l’allattamento in quanto è un diritto umano per il bambino e la sua mamma. Tra le misure per sostenerlo, l'Onu indica l'adozione e il rafforzamento delle leggi per mettere fine alla pubblicità fuorviante, e proteggere in modo adeguato la maternità e le donne dalla discriminazione legata all'allattamento.

 

C.S.

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