“E' troppo presto iniziare i saldi il 5 gennaio”. Questo il primo commento dei commercianti del centro città a poche ore dall'inizio dei saldi invernali che prendono il via oggi anche nella nostra provincia e proseguiranno per 45 giorni, fino al 18 febbraio. Una modalità di svendita che, molto probabilmente, anziché favorire le vendite e il commercio, rischia di tagliargli le gambe in corsa, proprio nel momento in cui avrebbe davvero bisogno di una spinta per raggiungere nuovamente i livelli di un tempo.
Qualche domanda sulla modalità dei saldi e sui tempi del loro inizio se la sta ponendo anche la Regione che proprio ieri, alla vigilia del loro inizio, ha annunciato la necessità di aprire un tavolo di confronto con le associazioni di categoria per valutare aspetti positivi e negativi di un inizio anticipato e probabilmente considerare lo spostamento veramente 'a fine stagione', non prima dell'ultima settimana di febbraio, come chiedono a gran voce i molti commercianti del centro città, e non solo.
“Questi non sono saldi di fine stagione – commenta il titolare del negozio di abbigliamento 'Inferno' – non è possibile farli iniziare il 5 gennaio, a pochi giorni dalle festività natalizie, non aiuta di certo le vendite, anzi, crea degli enormi disagi e soprattutto un meccanismo che a lungo andare invoglia il cliente a rimandare i propri acquisti nel periodo immediatamente successivo al Capodanno, con la scusa di comprare tutto ad un prezzo ridotto. Cosa ancora più importante – aggiunge - non tutti i commercianti sono in grado di effettuare un prezzo da saldo in questa stagione, chi acquista in stock forse, ma per chi ha capi di qualità la situazione è molto più difficile. Si chiamano 'saldi di fine stagione' e non dovrebbero iniziare prima della fine di febbraio, quando davvero ci sono delle rimanenze di merce e se ne è già venduta in quantità, da poter applicare una riduzione sul prezzo.”
Il clima generale lascia intendere molta amarezza per una stagione che non ha dato grandi frutti dal punto di vista economico e che ha fatto riscontrare un calo non indifferente delle vendite, sopratutto nel periodo pre – natalizio, quando storicamente c'è sempre stata la 'corsa ai regali'. Cambiamento, però, che alcuni commercianti non imputano soltanto alla crisi economica, o all'inizio anticipato dei saldi, ma ad una perdita diffusa di valori che vuole standardizzare i consumi e indurre la clientela a comprare praticamente ogni giorno.
“I saldi iniziano troppo presto – commenta Antonella Barel del negozio 'Nara Camicie' di via Matteotti – questo è vero, non giova alle vendite e nemmeno agli incassi delle singole attività, soprattutto in una stagione come quella che abbiamo vissuto che non è stata certo delle migliori, almeno nei giorni precedenti al Natale. Se non fosse stato per la clientela francese o per gli stranieri, avremmo già potuto chiudere. Credo, però, si debba fare una considerazione rispetto ai modi con cui ci si approccia alla clientela, non si può imputare tutto all'inizio anticipato dei saldi, o alla crisi economica, ma anche a come ci si avvicina al cliente e al modo in cui si riesce a creare con lui un rapporto di fiducia tale da non farlo sembrare semplicemente qualcuno costretto a comprare, ma a fargli fare acquisti per il piacere di farlo. Un cliente ben accolto, sarà sicuramente più contento e convinto dei suoi acquisti e tornerà a comprare non solo in periodo di saldi.
Il problema – prosegue – sta purtroppo a monte, nella crisi di valori di questi anni che pretendono che il cliente acquisti ogni giorno, ma questo non potrà mai essere possibile.”
Saldi anticipati e mancanza di stimoli negli stessi commercianti che - complice la crisi generale e le evidenti difficoltà che oggi contraddistinguono chi gestisce un'attività commerciale - impongono un cambiamento di rotta ed una revisione, non soltanto in termini legislativi, ovvero nell'indicazione di un periodo più consono per i veri 'saldi di fine stagione', ma anche in termini di vendita vera e propria, approccio e considerazione della clientela. Quest'ultima, oggi più che mai, sembra aver bisogno di un vero rapporto di fiducia con il singolo negoziante il quale, a sua volta, riuscirebbe a vivere la propria attività in maniera più leggera, ma soprattutto, produttiva.

















