"Per secoli le famiglie degli Spinola, dei Doria e dei Grimaldi si disputarono il possesso di Monaco e in genere dei territori limitrofi in direzione della Liguria. Nel 1222 i Grimaldi spalleggiarono Ventimiglia nella lotta contro Genova, ma la città intemelia non riuscì ad evitare la sconfitta, divenendo possedimento genovese. Anche Mentone fu interessata dalle schermaglie dei potenti genovesi e passò dai conti di Ventimiglia ai Del Carretto, e infine ai Grimaldi stessi (1379).
Lo scontro tra fazioni e famiglie (ma anche tra bande, avventurieri e lestofanti) nella zona si protrasse a lungo. Solo nel 1489 Carlo VIII di Francia riconobbe la definitiva ed esclusiva signoria dei Grimaldi su Monaco. Una signoria che successivamente confermarono i Savoia (e che la Francia tornerà a riconoscere dopo la cessione della Contea di Nizza a Parigi nel 1860). Lo stato sabaudo dal XIV secolo controllava Nizza e dal XV secolo incorporava Oneglia, mettendo saldamente piede nella regione già quasi completamente in mano a Genova. L'attuale linea di frontiera italo-francese fu teatro comunque (e sempre) di rivalità e di confronti serrati tra potentati e interessi divergenti sul piano internazionale e transnazionale. Forse l'astuzia della storia ha così decretato per questo angolo di mondo per segnarlo di rapporti e di contese non solo politiche.
Nell'immagine del mostro dalla testa di gallo si identificavano le divinità adorate dai liguri nell'età romana (se pur retaggio di tempi precedenti): Venere Ericina, Pen (il Giove latino, ma evidente è l'origine ancestrale celto-ligure di una divinità, da cui proverrebbe il nome della catena degli Appennini), Borman (Nettuno, venerato dalle parti degli Orti Porciani - Taggia e dintorni), Mar (Marte), Giano, Diana, Apollo, Bacco: di Diana si narrava, in particolare, che fosse discesa dal cielo sulla Riviera di Ponente per una caccia al cervo e le località di Diano e Cervo, appunto, si sarebbero chiamate in questo modo per un omaggio alla dea protettrice dei boschi e delle attività venatorie. La rappresentazione della dialettica, spesso violenta, secondo il mito, tra le divinità antiche (e le loro gelose prerogative) simboleggia, in prospettiva, proprio quelle guerre medievali combattute tra feudi e feudatari, tra nobili e mercenari soprattutto nel Ponente ligure, prima e durante il consolidarsi del dominio della Superba. Una rivisitazione questa dei primordiali conflitti tra le originarie genti di questa terra e delle loro credenze.
Pierluigi Casalino".
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