"Ho letto l'intervento della consigliera Silvia Malivindi, rispetto alla discussione relativa al consiglio comunale di ieri sera, che aveva per oggetto il regolamento delle sale giochi nella nostra città.
Concordo perfettamente con la consigliera del movimento 5 stelle rispetto alle premesse del suo intervento, sulla necessità che questo fenomeno ha radici nello stato, che fa della disperazione di tanta gente la propria fonte di entrate, lo ritengo vergognoso. Come del resto io non credo che con un regolamento si possa arginare un fenomeno cosi diffuso nel nostro paese, fin a tal punto da generare problematiche di tipo sociale e sanitario, ciò detto chi si occupa di cosa pubblica deve sicuramente per quanto è possibile intervenire, anche se fosse solo per sensibilizzare l'opinione della gente.
Devo dire che, ieri sera ero entrato in consiglio per votare contro questo regolamento, sostanzialmente per almeno tre motivi.
Il primo riguardava la fretta poco giustificata dell'amministrazione di porre all'attenzione del consiglio tale pratica, che nulla di più aggiunge ai margini di manovra, che la legge regionale 17/2012 attribuisce al Sindaco, in termini di diniego di autorizzazione, quindi entrando nel particolare, per quanto attiene al caso della possibile nuova apertura di una sala giochi in via Roma a pochi passi dal centro studi, (comunque vietata ai minori), la questione non era nemmeno in discussione.
La seconda ragione che tale problematica, a mio avviso, avrebbe meritato, un consiglio comunale, oppure una commissione che approfondisse il fenomeno sopratutto scindendolo per fasce sociali, eta, e quale tipo di gioco andare a colpire più di altri. Per quanto attiene a queste valutazioni mi pare che l'amministrazione sia stata un po' superficiale.
La terza ragione della mia contrarietà trovava riscontro nella formulazione originaria dell'articolo 6 come ben ha fatto notare la collega Malivindi, che di fatto avrebbe creato a mio modo di vedere i motivi per l'amministrazione di non intervenire per alcune tipologie di giochi, che proliferano nella nostra città a ben meno di 300 metri dalle scuole.
Pur vero è, come ben dice la collega che per tali attività la possibilità di detenere tali giochi prescinde dalla normativa regionale sul commercio, ma altrettanto vero è che la stessa regione liguria nella legge 17/2012, che si occupa di gioco legato alle problematiche sociali prevede esattamente il divieto di autorizzazione da parte del comune a meno di 300 dalle scuole. Credo non stia a me fare il giurista, ma di certo non mi tiro indietro se devo prendere una posizione tra chi vive della disperazione e chi al contrario sulla stessa si arricchisce.
Concludo questo mio intervento, convinto di aver fatto una giusta scelta del votare questo regolamento, che non ritengo solo dell'amministrazione ma anche il mio, e di aver posto in essere nella coscienza di tutti i presenti due principi, il primo che chi viene eletto dal popolo deve assumersi delle responsabilità, il secondo che tra tanti avvocati presenti uno come me che fa il commerciante forse riuscirà a far fare alla Regione Liguria, una correzione a una delle sue due leggi citate. Vedremo cosa dirà il futuro!
Giovanni Ballestra".














