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Al Direttore | 16 febbraio 2014, 20:58

La ferrovia del Ponente Ligure è un lascito di Cavour, alcune riflessioni di un lettore

Fabrizio Lupi invia alcune considerazioni dopo aver letto un interessante articolo pubblicato ieri sul quotidiano La Stampa

La ferrovia del Ponente Ligure è un lascito di Cavour, alcune riflessioni di un lettore

"Sul quotidiano 'La Stampa' di ieri, si può leggere un interessante articolo a firma di Maurizio Fico relativo alla ferrovia del ponente.

Nel leggerlo sono rimasto meravigliato che questa opera è addirittura un lascito del conte Camillo Benso di Cavour, capo di governo del Regno di Sardegna nel 1857 che, con inaudita lungimiranza, comprese come i collegamenti su rotaia avrebbero dato un aiuto all'unificazione del Paese e alla sua vocazione internazionale. I lavori della tratta ponentina furono appaltati nel 1860 e terminati dodici anni dopo, realizzando l'opera di 147 chilometri che ancora oggi ci appartiene, con i suoi 44 chilometri a binario unico.

La linea, dopo anni di circolazione di treni a vapore, particolarmente lenti e pericolosi per gli accumuli di fumo nelle tante gallerie, fu elettrificata nel 1931 fino a Ventimiglia. Da lì, si è arrivati nel 2001 alla soppressione della ferrovia così come la mia generazione l'aveva sempre vista e conosciuta (con l'immancabile passaggio a livello dei Tre Ponti, oggi punto ristoro, che in estate quando si andava al mare fermava sotto il sole la 126 di mia mamma, con noi bimbi attenti per capire se la locomotiva del convoglio fosse stata una 'Tartaruga' o una 'Coccodrillo' visto che questi disegni identificavano i diversi modelli sulla fiancata), per spostare il tratto fino a San Lorenzo in galleria a monte.

Poco dopo iniziarono i lavori sul tratto successivo, la San Lorenzo - Andora mentre il tratto più difficile e costoso, l'Andora - Finale, resta a progetto con i suoi 25 chilometri su 31 in galleria e con le nuove stazioni di Alassio, Albenga, Borghetto e Pietra Ligure. Leggendo l'articolo, interessante pezzo di storia locale, ho fatto rapidamente due conti: se nel 2001 abbiamo aperto il primo tratto di linea a monte, alla quale si lavorava già da diverso tempo, e iniziato i lavori per il tratto fino ad Andora oggi siamo nel 2014 ed ancora l'opera è ferma al palo, con tutte le sue traversie giudiziarie di cui sono piene le cronache.

Praticamente, ci abbiamo messo più tempo di quello speso dall'allora conte di Cavour. Con un piccolo particolare: nel 1860 non avevano la talpa che scavava le gallerie, era tutto lavoro dell'uomo, braccia e dinamite. Quindi, con i progressi della tecnica costruttiva, se nel tempo del Regno di Sardegna ci hanno messo 12 anni a mano, nel nostro tempo con i mezzi meccanici dovevamo mettere metà del tempo. Forse non siamo più in grado di fare grandi imprese, a dire il vero visti i recenti avvenimenti geologici non siamo neppure in grado di mantenere l'esistente che ci hanno lasciato persone come Camillo Benso di Cavour.


D'altrocanto, basta guardare i porti turistici:
- Portosole è fermo esattamente come 30 anni fa, così era quando ero bambino e così è ora. Anzi, è peggiorato con la costruzione dello scheletro dell'albergo che mai verrà fatto
- Ospedaletti è fermo allo stato di cantiere abbandonato
- Ventimiglia è un lavoro iniziato e, anche lì, fermo allo stato di cantiere abbandonato

A Santo Stefano al Mare è stata avviata un'opera lato monte dell'Aurelia che ormai è stabile da anni allo stato grezzo, neppure si capisce cosa dovevano farci (però alla sera vi è sempre la luce accesa in quello che sembra un vano scale). Per deturpare così il paesaggio, con opere iniziate a mai finite solo perchè chi le fa pensa in grande con il portafoglio piccolo, tanto vale lasciare le cose come stanno e campare come una provincia piccola piccola sui lasciti dei bisnonni.

Fabrizio Lupi".

Redazione

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