Domenica prossima alle 16, a Ventimiglia l’Associazione culturale intemelia XXV Aprile/Arci e l’Associazione Ortinsieme organizzano l’incontro: 'Orti di pace. agricoltura didattica, sociale, contadina'. Con gli interventi di: DeboraRoncari, docente; Gianni Cappelletti, psicologo; Roberto Pisani, Associazione di solidarietà per la campagna italiana - ASCI. Introduce: Giuseppe Famà (Ass. XXV Aprile). Coordina: Giorgio Caniglia (Ass. Ortinsieme).
L’incontro si terrà presso la sede di Ortinsieme a San Secondo in Ventimiglia (vicino alla chiesa omonima). Ritrovo davanti al piazzale della chiesa di San Secondo alle 15,45. 'Orti di Pace' è uno degli eventi di Ottobre di Pace 2013 che ha per tema: 'Alimentiamoci in pace – La pace è anche ciò che mangiamo'. Il nostro Cibo è schiavo dell’AGRI-BUSINESS: colture intensive, fertilizzanti chimici, OGM, semi privatizzati.
Ma sta nascendo tra i cittadini e i coltivatori una nuova consapevolezza: la necessità di recuperare un rapporto diretto con l’agricoltura e i suoi prodotti, con la conoscenza diretta dei produttori, acquistando solo prodotti coltivati naturalmente, cominciando a coltivare direttamente un orto. Lo dimostra il diffondersi di esperienze come quelle dei Gruppi di acquisto solidale e degli Orti collettivi.
Questa consapevolezza ci porta a capire anche il valore educativo e sociale del coltivare il nostro cibo: riappropriarsi di abilità manuali, conoscere la natura e i suoi processi, prendersi cura delle piante traendone anche un vantaggio economico ma in una dimensione di rispetto; ripensare il lavoro comunitario, dove si recuperano anche le esperienze dei più anziani in una produttiva interazione tra l’attuale e il tradizionale.
Per questo, nell’incontro si toccheranno temi di importante attualità come: sviluppare una nuova agricoltura contadina, su piccola scala, basata sull’autoproduzione e la vendita in eccedenza sul mercato locale; realizzare diverse modalità di certificazione di prodotti realmente biologici; fondare una didattica del “coltivare per coltivarci” che rompa le barriere tra scuola dei ragazzi e scuola di vita; far fronte alla crisi con il recupero di un rapporto diretto con la terra come occasione di riscatto sociale per la moltitudine degli esclusi. La partecipazione è libera e gratuita.














