Verrà presentato sabato alle 16, presso la civica Biblioteca “A. S. Novaro” di Diano Marina, nell'ambito degli incontri letterari, il libro-ricerca di Silvia Bottaro “Vincenzo Nosenzo Prestidigitatore e Re della Latta” (Omega Editore). Un libro che ripercorre le imprese e traccia la figura di Vincenzo Nosenzo, editore futurista, capitano di mare e d’industria. Nosenzo, nato a Savona nel 1887 e morto a Loano nel 1977, ebbe fama internazionale per aver stampato nel suo stabilimento industriale denominato “Lito-Latta” a Zinola (Savona) i due famosi e sempre più rari “libri di latta”, precisamente quello di Filippo Tommaso Marinetti “Parole in libertà futuriste–tattili–termiche–olfattive” (1932) e quello di Tullio d’Albisola “L’Anguria lirica” (1934), con le illustrazioni di Bruno Munari. Manufatti in latta molto particolari ed oggi rarissimi a trovarsi, anche come oggetti di alto collezionismo, seppur presenti nei grandi musei mondiali come il Moma a New York.
La sigla “Lito-Latta” l’aveva escogitata proprio Nosenzo, industriale di Savona, produttore di scatole metalliche per conserve alimentari stampate in litografia: tale mescolanza di competenze e ambienti rende ancor più affascinante la ricerca futurista. La veste grafica dei libri è di Tullio d’Albisola, amico di Nosenzo. Libri di latta, dunque, che entusiasmano i futuristi, oggetti luccicanti come le carrozzerie delle automobili o come le ali degli aerei che sono i loro miti.
Il libro di Silvia Bottaro è il frutto di tre lustri di ricerche in Italia e all’estero per scoprire chi fosse davvero Nosenzo e quale impulso seguì nell’usare la latta come materia editoriale ed artistica. Dalla normale lavorazione della latta per contenitori alimentari si è passati alla sua sperimentazione in campi completamente diversi: carte da vista, calendari, manifesti, libri di latta. Tale innovazione ha trovato pronto Vincenzo Nosenzo che senza badare a spese seguì le idee innovative di Tullio d’Albisola (Tullio Mazzotti), di Farfa (anello di congiunzione tra il gruppo futurista torinese fondato da Fillia, Mino Rosso, Pippo Oriani, Nicolaj Diulgheroff e Savona), di Acquaviva, di Prampolini, senza contare i contatti diretti con Filippo Tommaso Marinetti, fondatore del futurismo, che tante volte vistò la fabbrica sita nel quartiere a ponente di Savona, denominato Zinola. Stabilimento davvero curioso sia per l’impiego della maggioranza di maestranze femminili, dotato di un Dopolavoro attivo nei settori dei “lavori donneschi”, dello sport, del turismo, del folklore, di una dotazione di macchinari all’avanguardia tecnologica, di un ufficio progetti e designer molto attivo e creativo. Uno spaccato della storia italiana che mette in luce la grande vena creativa e il mecenatismo di Vincendo Nosenzo: figura davvero singolare che amava le sfide, il nuovo, e che senza tale verve non ci avrebbe regalato questi due straordinari manufatti: i “libri di latta”.
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