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Al Direttore | 26 aprile 2013, 22:21

Discussione sulla Festa di Liberazione: una lettera 'particolare' di un nostro lettore

Discussione sulla Festa di Liberazione: una lettera 'particolare' di un nostro lettore

Un nostro lettore, Alessandro Muratore, ci ha scritto una lettera ‘particolare’ a suo zio, per inserirsi nella discussione sul 25 aprile:

“Ciao zio Olimpio! Tu che a vent'anni hai trovato la morte per mano dei nazisti,per aver fornito qualche abito da civile e qualche documento falso ai nostri soldati che dopo l'8 settembre ’43 tornavano,sbandati, dal sud della Francia. Quanti ne avete salvati tu e i tuoi amici ferrovieri di Ventimiglia e avete evitato loro che fossero deportati in Germania! E quell'uomo,forse si chiamava Sergio,che era con te in una fotografia che mi ha fatto vedere papà. Lui era nei partigiani del gruppo ‘Grammondo’ ed è stato fucilato a Sospel. Certo che a leggere e sentire ciò che alcune persone pensano di voi partigiani (70 anni dopo la Liberazione) in un rigurgito di neofascismo e qualunquismo, viene proprio la nausea! Tu sei stato tradito da una spia che sembrava ti fosse amico.E sei stato portato alla Casa dello Studente di Genova dove sei stato torturato. Io ho visto di persona le celle di tortura con le foto originali dove si vedevano le persone come te che subivano quei supplizi! Poi sei stato portato al campo di sterminio di Mauthausen dove hai trovato una morte orribile. E gli altri partigiani,alcuni inquadrati nelle file del PCI, e tanti altri giovani civili ed ex militari che semplicemente non volevano più saperne del fascismo,che hanno passato due inverni sulle montagne del nostro entroterra,con il gelo,la neve,la tramontana,i pidocchi,la fame ed il terrore di essere presi,torturati e uccisi! E poi le case date alle fiamme e le stragi di civili innocenti! Però quei bravi soldati tedeschi,sulle cui coscienze pesano sei milioni di ebrei assassinati nelle camere a gas e bruciati nei forni crematori e altri milioni di civili e militari di mezzo mondo morti o feriti per una guerra scatenata dalla loro follia razzista e predatrice,quei bravi tedeschi pagavano il latte del nonno,non lo requisivano mica come facevano i partigiani! E tu povero zio Olimpio che non hai mai rubato neanche un ovetto e che a vent'anni quei bravi ragazzi tedeschi ti hanno rubato la vita! Certo non te lo saresti immaginato in quale degrado morale sarebbe piombata la tua e la nostra Italia! Povero e mai conosciuto zio! Un abbraccio, tuo nipote”.

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