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Solidarietà | 04 marzo 2013, 10:24

Marco Damele (Anga): "L'8 marzo diventi nel cuore delle persone "Giornata della cultura femminile. Per una volta una giornata non di festa!"

“Da semplici produttori la festa della donna potrebbe rappresenta un affare per i floricoltori locali alle prese in questo periodo con problematiche che hanno visto nelle condizioni climatiche delle settimane scorse un nemico terribile".

Marco Damele (Anga): "L'8 marzo diventi nel cuore delle persone "Giornata della cultura femminile. Per una volta una giornata non di festa!"

“Un sogno ed una speranza, un 8 marzo diverso, quello di quest'anno. Decenni di storia recente in cui la condizione femminile si è aggiornata e attualizzata, cosi da far quasi dimenticare gli anni bui e desolati della nostra memoria dove alla donna, venivano negate e non riconosciute una gran quantità di possibilità o potenzialità che non  fossero intimamente legate ai ruoli imposti di moglie, madre, figlia”.

Lo dice Marco Damele, coordinatore Provinciale dell’Anga di Imperia, Giovani di Confaricoltura, che prosegue: “Da semplici produttori la festa della donna potrebbe rappresenta un affare per i floricoltori locali alle prese in questo periodo con problematiche che hanno visto nelle condizioni climatiche  delle settimane scorse un nemico terribile. Ma entrando in un contesto più interno che cosa simboleggia il femminismo ed in particolare l'8 Marzo per noi agricoltori? Ad una simil domanda, a molti miei colleghi  lo sguardo si farebbe assente. Qualcuno si sentirebbe a disagio, molti disinteressati semplicemente perchè non saprebbero cosa dire, ma non dimentichiamo che ‘Il femminismo è stato il primo momento politico di critica storica alla famiglia e alla società’ (dal manifesto di Rivolta femminile del luglio 1970). Non dobbiamo quindi considerare la festa della donna un semplice momento di evasione o di mistificazione, Il ricambio generazionale, le difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro, la concorrenza, occupazioni e mansioni secondarie, una continua e perenne ricerca di visibilità e promozione nel mondo del lavoro sono problemi su cui riflettere ed a livello politico, trovare una soluzione; le parole sono state molte, ora pretendiamo ed attendiamo fatti”.

“In questo momento la peggior violenza che possiamo compiere nei confronti della donna è infatti proprio quella dell' imposizione di un ruolo precostituito, immaginando la storia ferma a qualche secolo fa. Il mondo femminile anche nel comparto agricolo si esprime con caratteri variopinti e molteplici. Non sono solo parole ma rappresentano la nostra realtà, la donna lavora, è attiva nel sindacato, è imprenditrice e continua ad essere con l'uomo e per l'uomo un costante ammonimento  e confronto. Come Anga Imperia proponiamo quindi che l'8 marzo diventi nel cuore do ogni persona ‘La giornata della cultura femminile’, attraverso un giorno di meditazione, di presa di coscienza, di confronto e riflessione . Per una volta una giornata non di festa”.

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