"A molti non parrà possibile ma, lo confessiamo, non ci perdiamo una puntata di 'Cento Vetrine' dal suo esordio televisivo. Parimenti non ci siamo persi una puntata della telenovela sanremese che potrebbe intitolarsi 'Le (dis)avventure romane del Sindaco'. Consegnate ormai alla storia le provvide ordinanze sui panni stesi al sole di Liguria, sull'eradicazione delle pericolose panchine e della lotta senza quartiere alla sardenaira mangiata in strada, protocollate le 'pinocchiate' sull'ordine pubblico, sul risanamento della Città Vecchia, sui giochetti faccio-disfo di piazze, piazzette e solettoni, sui mega manifesti e rinfreschi per inaugurare gli svincoli fatti da altri, ecc. ecc, vogliano spendere due parole sugli ultimi appassionanti episodi della serie dal titolo 'Mò vado, mò resto,'.
In verità eravamo già al corrente di tutta la manfrina grazie ad una gola profonda che ha visionato tutte le prove generali ed il back-stage della fiction, ma per non rovinare la sorpresa agli spettatori abbiamo taciuto. E, come anticipatoci, il Sindaco, che ci ama sopra ogni cosa, oltre egli stesso, resta al suo posto, anteponendo il nostro bene e quello della Città alle sue aspirazioni ed ai suoi sogni. Immaginiamo i Consiglieri e gli Assessori con il viso stravolto dalle lacrime che, singhiozzando come fanciulli spersi, alla notizia della sua (forse) partenza per la Capitale, si gettano a terra ed afferrandolo per i pantaloni lo implorano di restare.
Così come li immaginiamo oggi, raggianti, nel rilasciare le entusiastiche dichiarazioni, con il cuore traboccante di felicità o protesi anima e corpo verso il raggiungimento di nuove mete: leggi altri danni alla Città. Invero l'episodio più appassionante e ricco di pathos è stato quello del 'Lupi a Venezia', il cui possibile non-ritorno ci ha tenuti con il fiato sospeso fino all'ultimo. Che impareggiabile regia, che sublime sceneggiatura. Ma Sindaco, credi veramente che i Sanremesi viaggino ancora con la sveglia appesa al collo e che si possano ingannare con le perline di vetro?
Tutta la faccenda la potrai far credere ai tuoi aficionados ma a noi non ci freghi.
In fondo ti vogliamo un po' di bene e per questo ti rivolgiamo una supplica: se anche tu nutri un minimo di affetto per noi, ripensaci, se non è troppo tardi, accetta le sirene (non saranno mica state pernacchie!) romane e abbandonaci al nostro destino, stante i risultati finora raggiunti non potrà che essere meglio.
Gianni Calvi
Roberto Pardini
La Destra Sanremo"














