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Politica | 02 novembre 2012, 09:44

Enti previdenziali, la Cisl Fp di Imperia lancia la raccolta firme: “Il ddl stabilità va cambiato: no agli esuberi e no al taglio della produttività"

Il sindacato scrive ai Parlamentari e denuncia le spese pazze di Inps e Inail: 60 mln di consulenze e 200 mln di appalti esterni.

Enti previdenziali, la Cisl Fp di Imperia lancia la raccolta firme: “Il ddl stabilità va cambiato: no agli esuberi e no al taglio della produttività"

“Cambiare le norme del ddl stabilità sui progetti speciali e aprire un confronto su organici e produttività”, la Cisl Fp lancia la raccolta firme tra i lavoratori di super-Inps e Inail a sostegno di una petizione che verrà inviata ai Capigruppo di Camera e Senato e, a livello regionale, ai singoli Parlamentari eletti nei territori. 

“Siamo di fronte a un paradosso”, denuncia il sindacato “il ddl di stabilità chiede agli enti previdenziali di risparmiare altri 300 mln di euro. E dove li va a cercare?  Nei progetti speciali che sono serviti in questi anni ad aumentare la produttività e a sveltire i servizi. Quando invece basterebbe fare due conti: il solo costo annuale delle consulenze esterne del super-Inps è di 60 mln di euro. A cui si aggiungono gli  oltre 200 milioni di euro destinati  agli appalti esterni.  E poi c’è il balzello che gli enti devono pagare alle banche per l'erogazione delle prestazioni istituzionali e che ammonta a diverse centinaia di milioni di euro. Se a ciò aggiungiamo la mancata valorizzazione della vendita degli immobili il risultato è chiaro: il serbatoio degli sprechi da cui recuperare risorse economiche, è molto, molto  più ricco delle tasche dei lavoratori. Lavoratori che, non va dimenticato, hanno le retribuzioni ingiustamente bloccate per legge dal 2010”. 

Per questo, attacca la Cisl Fp, “vogliamo che le forze politiche siano responsabilizzate rispetto a quanto sta avvenendo. Anche perché le nuove misure fanno drammaticamente il paio con i tagli di organico previsti per super-Inps e Inail dai decreti di spending review e che, anche al di là dai processi di mobilità, rischiano di compromettere il funzionamento del sistema di previdenza e assistenza. Condizione inaccettabile, come inaccettabili sono i balletti di cifre sugli esuberi che sono circolati in queste ore”. 

La Cisl Fp, mobilitata da giorni nei posti di lavoro, anche con assemblee dei lavoratori, è pronta a sostenere una riorganizzazione del sistema “a somma positiva”, vale a dire che “garantisca il mantenimento del livello dei servizi, il recupero selettivo delle risorse da sprechi e disorganizzazioni, la valorizzazione delle competenze e delle professionalità interne agli enti. Una riorganizzazione che inizi proprio dal taglio di incarichi esterni, appalti e pagamenti impropri. E che retribuisca meglio i lavoratori”. 

E con la petizione, che partita in tutte le sedi di Inps e Inail, la Cisl Fp sollecita dunque un “interessamento fattivo della politica in una vertenza che riguarda non soltanto gli oltre 40mila dipendenti degli enti previdenziali e assistenziali, ma anche i cittadini e le famiglie che vogliono continuare a contare su un sistema di welfare affidabile e inclusivo”.

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