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Politica | 05 settembre 2012, 16:28

Un Comune della provincia di Treviso chiede a Caltagirone di cedere la gestione del fiume Melma

Il termine è stato formalizzato nel corso di un incontro urgente convocato oggi, alla presenza di responsabili del Genio Civile di Treviso e della proprietà.

Un Comune della provincia di Treviso chiede a Caltagirone di cedere la gestione del fiume Melma

Il sindaco di Silea (provincia di Treviso), Silvano Piazza, ha chiesto formalmente che il costruttore romano Francesco Bellavista Caltagirone, proprietario attraverso 'Acqua Pia Antica Marcia' dell'area 'ex Chiari & Forti' di Silea, in assenza di interventi urgenti sul sistema di chiuse che regimentano il fiume Melma interno al perimetro di sua pertinenza, ceda la gestione del corso d'acqua entro 30 giorni al Comune. L'ultimatum di Piazza è dettato dalla preoccupazione che la protratta incuria sul sistema idrico interno alla zona possa determinare allagamenti al centro storico del paese, come accaduto lo scorso novembre.

Il termine è stato formalizzato nel corso di un incontro urgente convocato oggi, alla presenza di responsabili del Genio Civile di Treviso e della proprietà. Acqua Marcia, che nel 2008 aveva lanciato un ampio progetto di riqualificazione del vecchio insediamento industriale sulla sponda del Sile con investimenti per 220 milioni, da allora - secondo il Comune - sarebbe rimasta inerte, anche a causa della crisi finanziaria e del mercato immobiliare, oltre che delle vicende di natura giudiziaria che interessano il suo presidente, in custodia cautelare nel carcere di Imperia. Nelle scorse settimane nella zona lasciata incustodita si erano verificati furti di conduttori di rame, compresi quelli dei cavi che governano il sistema di chiuse del Melma nel punto di confluenza con il Sile.

"In assenza di interventi urgenti di ripristino e manutenzione, dato l'avvicinarsi della stagione più piovosa dell'anno - ha detto oggi Piazza - trascorsi trenta giorni dalla data di oggi chiederò al Genio Civile di imporre a Caltagirone di consegnare il corso d'acqua al Comune. Altrimenti, in caso di eventi alluvionali come quelli dell'autunno 2011, il Comune si costituira' parte civile per i danni patiti dal territorio e dai cittadini".

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