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Al Direttore | 20 giugno 2012, 14:39

Sanremo: comportamenti durante i lavori del consiglio comunale, una lettrice "Vorrei un sindaco che..."

Valeria C. invia una sua personale riflessione sullo svolgimento del parlamentino matuziano

Sanremo: comportamenti durante i lavori del consiglio comunale, una lettrice "Vorrei un sindaco che..."

"Ieri ho partecipato al consiglio comunale della mia città (anzi, sarebbe meglio dire che ho assistito, dato che a noi cittadini il regolamento non concede alcuna forma di partecipazione) e, come si dice 'per dovere di cronaca', voglio raccontare com'è andata ai miei concittadini e condividere le mie riflessioni.

Altre volte mi sono trovata in quella stessa sala e, come altre volte, anche ieri sera sono rimasta esterrefatta dalla classe indisciplinata di una buona parte di consiglieri, ma soprattutto del sindaco.

Il presidente fa l'appello dei presenti, prende la parola il primo consigliere, il sindaco ad un certo punto esce dalla sala, anche altri due consiglieri escono, poi ne esce un altro, il consigliere che ha la parola continua a parlare (a chi?), anche un altro consigliere esce, il sindaco rientra, poi esce di nuovo, fa il giro della sala, chiama un consigliere di maggioranza, insieme escono dalla sala, poi rientra, ma non si siede al suo posto, rimane dietro la tenda, intanto un altro consigliere prende la parola, il sindaco si affaccia da dietro la tenda, poi ritorna dietro... poi torna a sedersi, ha il cellulare in mano...

Non ci posso credere! Proprio il sindaco della mia città, durante i lavori del consiglio comunale, mentre si discute della sua città esce dalla sala, chiacchiera, maneggia il suo cellulare e fa tutt'altro che ascoltare ciò che i suoi consiglieri, soprattutto se dell'opposizione, hanno da dire. Ed ovviamente, i consiglieri che lo appoggiano si sentiranno autorizzati a fare altrettanto, forse per imitazione!

Il risultato è che in consiglio comunale c'è un via vai che neppure a scuola si vede. Parte della serata era dedicata ad una questione che al sindaco sembra stare molto a cuore, ma nonostante ciò mi è parso che a lui non importasse nulla. Col trascorrere della serata scopro che al sindaco pare non piacere il lavoro di équipe, infatti sembra che tante altre volte abbia già preso decisioni autonome, senza passare dai lavori del consiglio comunale! Come mai sindaco? è forse troppo difficile confrontarsi con chi non la pensa come te?

A questo punto mi chiedo: come potrà mai questo sindaco ascoltare le istanze dei suoi cittadini, se poi non ascolta neppure i consiglieri, suoi colleghi di lavoro? E così che, forse per reazione, ho iniziato a pensare al sindaco che vorrei. Vorrei un sindaco che, lui per primo, sia d'esempio per correttezza ed educazione per i suoi cittadini e quindi anche per i suoi consiglieri, perché dire 'primo cittadino' forse significa anche cittadino modello, ma non solo perché porta un completo grigio. Vorrei un sindaco che è attento alla cura i beni della comunità, che è attento ala spesa del bene-denaro pubblico, e salvaguarda i beni-servizi della città. Ma soprattutto vorrei un sindaco che dialoga con i suoi cittadini e che non usa i giornali per dichiarare loro guerra. Vorrei un sindaco che valorizza la partecipazione, che considera il confronto come un'opportunità per migliorare la città.

Invece il mio sindaco evita le occasioni di confronto, non ascolta chi non la pensa come lui e, anzi, se ne va mentre altri parlano e poi impone le proprie decisioni senza possibilità di replica. Vorrei un sindaco che, quando è necessario, sia capace di ammettere di aver sbagliato, perché riconoscerlo sarebbe solo un pregio e non un difetto. Questo che vorrei, ma purtroppo non è il sindaco della mia città. Di che città sto parlando?

Valeria C.".

Redazione

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