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Attualità | 26 luglio 2011, 19:27

Riva Ligure: in settimana finiscono le ricerche archeologiche nell'area di Cap Don

Erano iniziati il 27 giugno in collaborazione tra Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria e Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana di Roma.

Riva Ligure: in settimana finiscono le ricerche archeologiche nell'area di Cap Don

Terminano questa settimana i lavori della campagna di ricerche archeologiche nell'area di Capo Don, iniziata il 27 giugno in collaborazione tra Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria e Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana di Roma.

Durante le cinque settimane di lavoro, le operazioni di indagine stratigrafica sono state condotte sotto la direzione tecnica di Luigi Gambaro, funzionario archeologo della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria e la collaborazione scientifica di Philippe Pergola, professore ordinario di Topografia cristiana dell' presso il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana a Roma e  Directeur de Recherche del C.N.R.S. presso l'Université de Provence, Maison Méditerranéenne des Sciences de l'Homme, con la direzione del cantiere affidata ad Alessandro Garrisi, dottorando al Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana e alla Ecole Pratique des Hautes Etudes.

Le diverse attività sul campo hanno compreso anche lo studio e catalogazione dei reperti rinvenuti durante lo scavo, lo studio delle tecniche murarie impiegate nelle diverse fasi costruttive della basilica paleocristiana di Capo Don, e ricognizioni di superficie nei terreni limitrofi all'area archeologica (attività condotte da Luigi Gambaro ed Aurora Cagnana, funzionari archeologi della  Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria, e Giulio Montinari, assistente tecnico presso la medesima Soprintenza). Oltre a questo, un ciclo di lezioni a carattere seminariale ha affrontato il tema della circolazione di merci attraverso lo studio dei reperti ceramici nella Liguria di Ponente a partire dall'età del Ferro e fino a tutta la tarda antichità, con il coinvolgimento di specialisti del settore. Si sono svolti anche approfondimenti monotematici sulle tecniche di scavo stratigrafico e di analisi stratigrafiche degli alzati.

A latere della convenzione stipulata fra Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana e Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria, il 22 luglio ha avuto luogo ad Albenga un incontro a carattere seminariale organizzato da Pontificio Istituto e Diocesi di Albenga-Imperia sul tema “Alle origini di Albenga cristiana: nuove prospettivi di ricerche e studi”, incentrato sull’analisi stratigrafica muraria dell’edificio battesimale albingauno e altri complessi paleocristiani. All’incontro hanno partecipato tutti i collaboratori e gli studenti del gruppo di lavoro di Riva Ligure.

Anche quest'anno l'équipe internazionale che ha partecipato alle operazioni di indagine archeologica, ha compreso un nutrito numero di stagisti tra cui i dottorandi del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, studenti di diverse università italiane (Genova, Roma, Siena, Bologna, Milano) e francesi (Parigi Sorbona), provenienti anche da Spagna, Siria e Tunisia, oltre che volontari locali come nella tradizione del cantiere di scavo di Riva Ligure.

L'analisi preliminare delle stratigrafie individuate, incrociata con i primi dati provenienti dallo studio dei reperti, consente di ipotizzare il rinvenimento di strati di crollo di strutture tardo-imperiali, compatibili con un insediamento successivo alla dismissione della più antica villa romana (già identificata oltre la curva del Don in scavi condotti dalla Soprintendenza fino al 2009). I resti di strutture rinvenuti in corso di scavo sembrerebbero indicare un precoce restringimento, già alla fine del IV secolo, della ipotetica originaria sede stradale, della quale sono stati identificati successivi rifacimenti ciottolati  tardo-antichi e alto-medievali durante le campagne di scavo 2009 e 2010.

Nella campagna 2011 si è inoltre allargata l'area già scavata nei due anni precedenti, aprendo un nuovo settore che ha restituito le medesime tracce di attività agricole per trincee già rinvenute nel resto dello scavo, le quali hanno restituito materiali fuori contesto con una cronologia che, partendo dai più antichi reperti di I e II secolo, arriva fino al tardo medioevo (quando la basilica di Capo Don era stata ridotta nelle dimensioni fino a diventare forse un piccolo santuario di confine). Al di sotto delle trincee agricole moderne, è stato identificato un esteso piano di battuto il cui limiti non sono però ancora ben delineabili, coperti da stratificazioni più tarde.

Nell’area antistante alla facciata della chiesa, è iniziata inoltre l’indagine di una struttura intonacata tanto esternamente quanto internamente, per la quale sembrerebbe ipotizzabile un utilizzo funerario contestuale alla costruzione della basilica. Giovedì, in occasione della conclusione della campagna verrà organizzata una giornata “porte aperte” sul cantiere di scavo: questa prevederà una visita guidata gratuita al sito archeologico (alle 17) e una conferenza serale (alle 21 presso la Sala Polivalente del Comune di Riva Ligure, Via Giardino), aperta a tutta la cittadinanza, dove verranno illustrati con proiezioni i risultati della campagna 2011.

Carlo Alessi

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