Lo storico Andrea Gandolfo invia un'esaustiva nota biografica per ricordare la cantante Nilla Pizzi, scomparsa nelle ore scorse
"La scomparsa di Nilla Pizzi mi induce, anche come storico della comunità locale, a fornire ai gentili lettori di Sanremo News alcune brevi notizie biografiche sulla grande cantante scomparsa tratte da una mia pubblicazione sul Festival di Sanremo, che spero possano risultare utili per rinverdire la memoria su chi sia stata e cosa abbia rappresentato per la canzone italiana Nilla Pizzi:
Nilla Pizzi, nome d'arte di Adionilla Negrini, nacque a Sant’Agata Bolognese, in provincia di Bologna, il 16 aprile 1919. Nel 1937, a diciotto anni, vinse il concorso Cinquemila lire per un sorriso, indetto da un giornale e antesignano del concorso per Miss Italia. Nel 1938 conobbe il manovale edile Guido Pizzi, che sposò il 24 settembre 1940, ma poco dopo questi venne richiamato alle armi e i coniugi si separarono senza più ricongiungersi. Tra il 1940 e il 1941 cominciò a cantare negli spettacoli per le forze armate e nel 1942 vinse un concorso per voci nuove indetto dall’Eiar sbaragliando diecimila concorrenti. Nello stesso anno debuttò ufficialmente alla radio, accompagnata dall’orchestra diretta dal maestro Carlo Zeme cantando il brano Casetta tra le rose di Guido Cergoli.
Poco dopo passò nell’orchestra del maestro Cinico Angelini raccogliendo un ottimo successo con Tutto passa e si scorda. Il 20 febbraio 1944 esordì in sala d’incisione insieme a Bruna Rattani, con il brano Ronda solitaria, a cui seguirono i successi Alba della vita, Verrà, con Dea Garbaccio, Quel mazzolin di fiori, Tulipano d’oro e Serenata delle serenate. Allontanata improvvisamente nel 1944 dall’Eiar (perché la sua voce era giudicata troppo moderna dal regime), nel 1946 tornò a cantare alla radio sempre accompagnata dall’orchestra del maestro Angelini, cui s’era legata anche sentimentalmente. Nello stesso anno stipulò un contratto discografico con La Voce del Padrone per due anni, ma, reclamata dala Cetra, con la quale aveva firmato un contratto di sette anni nel 1944, fu costretta ad incidere anche per quest’ultima casa discografica, usando però degli pseudonimi quali Ilda Tulli, Carmen Isa, Isa Merletti e Conchita Velez.
Nel 1948, terminato il contratto che la legava a La Voce del Padrone, firmò un contratto con la Cetra di sette anni e iniziò a incidere finalmente con il proprio nome. Colse quindi delle notevoli affermazioni con motivi come Oh papà, Cocoricò, Dove vas?, col Duo Fasano, Dopo di te, Vivere baciandoti, Perché non sognar e Mañana por la mañana, ancora col Duo Fasano. Allo stesso tempo, terminata la passione sentimentale col maestro Cinico Angelini, imbastì una relazione amorosa con il cantante Luciano Benevene, mentre otteneva uno straordinario successo con O mama mama e Corumba, duettate con il Duo Fasano e lo stesso Benevene. Nel 1949 lanciò la popolarissima Bongo bongo bongo e Avanti e indrè in duetto con Benevene, supportati dal Duo Fasano. L’anno successivo, terminato il sodalizio canoro e sentimentale con Benevene, iniziò un romantico epistolario con Achille Togliani, mentre avviava una relazione amorosa con il giovanissimo Gino Latilla. Sempre del ’50 furono anche i successi Ciliegi rosa, Questa notte saprò, Che bel fiulin, Ba-tu-ca-da e M’ha detto una conchiglia. La voce calda, appassionata e morbida le diede subito una enorme popolarità, ulteriormente amplificata dalla vittoria al primo Festival di Sanremo nel ’51, poi ripetuta nel ’52, anno in cui vinse anche il Festival di Napoli con Desiderio e ’sole. Interpretò anche vari film (tra cui la commedia sentimentale Ci troviamo in galleria di Mauro Bolognini, 1953; La Mandragola di Alberto Lattuada, 1965; Melodrammore di Maurizio Costanzo, 1978) e partecipò a numerosissimi programmi radiofonici di musica e varietà come Capriccio musicale, Le dieci canzoni lanciate, Il mondo della canzone, Poker d’assi, Dieci canzoni d’amore da salvare, Cuori in ascolto di Nizza e Morbelli e Il motivo in maschera. Tornò a Sanremo nel 1958 piazzandosi al secondo posto con Edera e poi nel ’60 entrando in finale con la canzone Colpevole. Moltissime anche le presenze radiofoniche in veste di cantante, ospite e opinionista (tra le altre trasmissioni, 50 mezzo secolo della radio italiana, 1975, e Le piace la radio?, 1986). Dopo aver presenziato al Festival di Sanremo del 1981 come madrina, tornò sul palco dell’Ariston nel 1994 con la Squadra Italia, un gruppo composto dalle vecchie glorie della canzone italiana, cantando il brano Una vecchia canzone italiana. Nel 2003, sempre nel corso della rassegna canora sanremese, il Comune di Sanremo le ha conferito il Premio alla carriera per la sua attività di cantante nota e apprezzata in tutto il mondo. È deceduta a Milano l'11 marzo 2011.
Dott. Andrea Gandolfo - Sanremo".
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