"Leggo la risposta del PdL cittadino al mio intervento di ieri e tengo a precisare che, anche tale ultimo intervento denota l’evidente stato confusionale degli amici del PdL, peraltro comprensibile, vista la situazione".
Dice Giuseppe Fossati, capogruppo di Futuro e Libertà, in merito a quanto successo lunedì sera in Comune ad Imperia sulla questione Porto.
"Occorre infatti che gli amici del PdL si mettano d’accordo tra di loro e ricordino cosa hanno fatto e detto sino a poche settimane fa, ossia sino alla brillante “nouvelle vogue” del PdL imperiese. Dopo la nascita di FLI ho dichiarato a chiare lettere che non sarebbe mancato il mio appoggio all’Amministrazione Strescino, ovviamente con riferimento a quanto oggetto di programma e, anzi, sarei stato da stimolo all’attuazione di detto programma. - spiega Fossati - Forse ai vertici cittadini del PdL, o forse sarebbe meglio dire a quelli attuali, è sfuggito che, anche dopo la nascita di FLI, sono stato invitato dal PdL a tutte le riunioni di maggioranza, alcune delle quali anche presso la sede di detto partito, ed agli incontri con gli assessori (in particolare L’Ass.Calcagno e l’Ass.Lanteri, attualmente defenestrati senza tanti complimenti forse in quanto non graditi al nuovo (?) vertice cittadino del PdL) ed il Sindaco, sino alla nota vicenda della conferenza stampa sulla decadenza della concessione demaniale, alla quale, tengo a dirlo, non ho voluto partecipare, in quanto non condivisa, benché invitato espressamente dall’allora Vice Sindaco, debbo ritenere a nome del Sindaco e dei partiti di maggioranza.
Inoltre, credo risalga all’ultimo consiglio comunale di dicembre la dichiarazione del capogruppo del PdL che espressamente mi annoverava, bontà sua, come parte integrante della maggioranza. Detto ciò, occorre intendersi, se per l’attuale vertice cittadino del PdL essere parte della maggioranza vuol dire rivendicare poltrone per sé o per i propri colleghi di partito, è vero, non sono mai stato parte della maggioranza, se, come credo, vuol dire condividere l’elaborazione della politica amministrativa, credo di esserlo stato, sino a quando il mio contributo è stato gradito. Il Sindaco, - precisa il capogruppo di Futuro e Libertà - in occasione della conferenza stampa di cui sopra, ha detto che non mi considerava più parte della maggioranza e, conseguentemente, non sono più stato coinvolto nelle scelte dell’amministrazione e, francamente, credo si noti. Nessun problema, se il mio contributo non è gradito non lo darò più, ma si dicano le cose come stanno e non si cerchi di negare l’evidenza.
Detto ciò, tengo a precisare che sono stato eletto, non con i voti del centrodestra, ma con i voti di persone che mi hanno scelto (ricordo che nelle comunali ci sono ancora le preferenze per il consigliere che, automaticamente, si estendono al Sindaco collegato) per quello che sono e per le idee che esprimo; non sono io ad essere stato eletto con i voti del Sindaco, ma, semmai, è stato il Sindaco ad essere stato eletto, anche, con i miei (pochi) voti che, lo dico per inciso, mi avrebbero consentito di essere eletto in qualsiasi lista mi fossi presentato tra quelle presenti in consiglio comunale. Qualificarmi poi come un trasformista è semplicemente ridicolo, semmai, mi si potrebbe imputare, a ragione, un eccesso di coerenza. Ero con Fini prima del PdL, sono entrato con Fini nel PdL, quando Fini è stato espulso dal PdL, l’ho coerentemente seguito, senza esitazioni e senza calcoli. Non critico chi non ha fatto questa scelta, ma non accetto che si critichi chi, come me, l’ha fatta. Credo sia chiaro a tutti che avrei avuto tutta la convenienza a comportarmi diversamente, ma la mia dignità e la mia “forma mentis” non consentivano scelte diverse. Di certo, è stata una scelta che non rimpiango, che non mi dà alcuna “frustrazione”, ma di cui vado fiero".
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