Come già accaduto in numerose occasioni del Festival, sul palco del Teatro Ariston non era presente neanche un fiore. Un grave danno per la floricoltura sanremese, che rimane uno dei motori trainanti dell'economia locale, per la mancata promozione che avrebbe pouto avere in Eurovisione durante una delle trasmissioni più viste dell'anno. "Ormai quanti anni sono che ne parliamo ? - si domanda il presidente dell'Ucflor Cristina Banaudo - Non dobbiamo però essere rassegnati. Si dice sempre che i fiori possano creare problemi alle scenografie moderne. Io credo che un giusto equilibrio si possa trovare, e che i fiori si possano adattare alle tecnologie del 2000, basta volerlo tutti ed iniziare a studiare le soluzioni per tempo e non all'ultimo. Anche i fioristi sono artisti ed hanno evoluto le loro tecniche".
Sul palco sono stati consegnati solo alcuni bouquet, frutto del Sanremo Italian Style, realizzati secondo alcune precise indicazioni di scenografo e regista sui colori che siano in tinta con gli abiti di Belene e della Canalis, e sull'assenza di parti che si possano agganciare ai vestiti. "Si vede che siamo in un periodo di crisi, sono piccoli" hanno detto Luca e Paolo durante la consegna dei bouquet. "Sulle battute ci passerei sopra - ha commentato Cristina Banaudo - basta che dei fiori se ne parli e che siano fatte con buon gusto".














