Anche per Imperia quello di domani sarà il Giorno del Ricordo. Alle ore 10 il Sindaco Paolo Strescino deporrà una corona di alloro, che sarà benedetta, presso la lapide commemorativa nel Cimitero di Oneglia. Alle 10.30 deposizione, con benedizione, di una seconda corona di alloro presso i Giardini Martiri delle Foibe in Viale Matteotti.
Tra il 1943 e il 1945 cinquemila italiani furono massacrati dai partigiani di Tito solo perché erano italiani. Un’operazione di una “pulizia” politica ed etnica in piena regola, di una crudeltà inaudita, mascherata come azione di guerra. Il “Giorno del ricordo” non è solo dedicato alle vittime delle foibe, ma anche alla grande tragedia dei profughi giuliani: 350 mila costretti all’esodo, a lasciare case e ogni bene per fuggire con ogni mezzo in Italia dove furono malamente accolti. In gran parte finirono nei campi profughi e ci rimasero per anni.
"Per mezzo secolo sulle stragi delle foibe e sull’esodo dei giuliani si è steso un pesante silenzio – ricorda Paolo Strescino -. Ragioni politiche e la cattiva coscienza avevano portato a nascondere una realtà storica che nessuno poteva negare di fronte ai documenti, alle immagini dei resti straziati recuperati dalle foibe e dalle testimonianze dei pochi sopravvissuti. Essere riusciti a infrangere il muro del silenzio e a invitare a una rilettura storica degli avvenimenti è stato un passo importantissimo". Il perché della data del 10 febbraio? E’ una data simbolica che si riferisce al 1947 quando entrò in vigore il trattato di pace con cui le province di Pola, Fiume, Zara, parte delle zone di Gorizia e di Trieste, passarono alla Jugoslavia. Le stragi iniziarono all’indomani dell’armistizio dell’8 settembre 1943.














