"Dalle cronache di questi giorni abbiamo potuto apprendere quanto affermato dal primo citttadino di Sanremo nella 'dimezzata' conferenza stampa di presentazione del prossimo Festival della canzone. Conoscendo il personaggio c'e' poco da stupirsi. Il sindaco da' il 'meglio' di sè quando, evidentemente, accentua l'anima commerciale che lo contraddistingue. Il messaggio è chiaro, vantarsi di progettazioni e finanziamenti che non appartengono alla sua amministrazione e continuare ad illudere sugli epocali cambiamenti di cui beneficerà la nostra amata città".
Lo scrive Francesco Castagnino, coordinatore cittadino di 'Generazione Italia, che prosegue: "Cio' stride decisamente con tutte le legittime critiche che gli piovono addosso dal momento in cui, passati i primi famosi '100 giorni', a tutt'oggi quando di giorni dal suo insediamento ne sono passati circa 600! Delle due l'una, o il sindaco vive in un'altra citta', forse sulla luna, o noi, politici, albergatori (che chiedono la trasformazione in residence), commercianti (in ultimo quelli della martoriata Piazza Eroi), cittadini in generale (tantissimi suoi, speriamo, ex elettori), giornalisti (on line, della carta stampata, radiofonici o televisivi che siano) siamo dei visionari e pericolosi sovversivi. Ed allora verrebbe da dire ma di che parliamo, altro che una citta' piu' accogliente. I graditi ospiti troveranno, per citare solo gli ultimi esempi, una citta' piu' ricca di strade massacrate contraddistinte da una viabilita' caotica, parcheggi (pur diminuiti) a pagamento, una pluri -inaugurata pista ciclabile devastata e magari a breve anche non piu' illuminata, una improbabile pista da ghiacco degna piu' di Sestriere o Cortina che non di una citta' che dovrebbe puntare su sole ed eterna primavera, di quotidiani espisodi di micro o macro criminalita' (peraltro negati da autorevoli esponenti del suo partito). Provocatoriamente vorremmo suggerire a tutti gli operatori dell' nformazione di dargli, per una volta, ragione scrivendo da oggi alla fine del Festival che tutto va bene e che viviamo in una specie di paradiso terrestre. Sappiamo benissimo come, non potendo travisare la triste realta' cio' non sia possibile ed altrettanto seriamente riteniamo che problemi ve ne siano qui, certamente come altrove, ma, come gia' affermato, l'aspetto peggiore, perche' ne impedisce la risoluzione, sia quello di non averne la percezione, facendo finta che non ve ne siano e proponendosi con l'arroganza di chi, a torto, ritiene di avere sempre ragione".














