Roberto Barbaruolo invia alvune sue personali riflessioni in merito alla raccolta di firme promossa dal titolare del distributore del porto vecchio a Sanremo.
"Sanremo sorprende sempre per la vivacità con cui alcuni cittadini si muovono a difendere il proprio interesse cercando di farlo apparire come interesse di tutti. Mi riferisco nello specifico alla notizia odierna sulla raccolta di firme promossa dal contitolare del distributore Agip del porto vecchio.
La potenza dei distributori di benzina a Sanremo già si conosce per quell'altro inamovibile da anni all'incrocio con Corso Inglesi che impedisce la costruzione di una indispensabile rotonda in tale caotico incrocio. Ma anche il distributore Agip del porto vecchio andrebbe rimosso o perlomeno occultato e ridotto al rifornimento dei natanti, come pure da tempo andrebbero rimossi e trasferiti a Capo Verde gli obsoleti cantieri navali.
Il fronte mare è la caratteristica di ogni città di mare, e quello di Sanremo liberato da tempo dalla linea ferroviaria è luogo su cui investire per farlo diventare sempre più gradevole. Basti pensare che mediamente gli appartamenti si valorizzano del 30% quando sono con vista mare, a patto che vi sia un fronte mare guardabile.
La pista ciclabile fu progettata per attraversare e riqualificare in successione il Porto Vecchio, la zona dei Baretti, Santa Tecla, Pian di Nave, ed insieme al progetto del parcheggio interrato sottostante il lungomare Italo Calvino, avviare la sistemazione a piazza ed a parco e la riqualificazione delle spiagge nella zona antistante la ex stazione in una delle aree critiche della città comprendente il Casinò ed i grandi alberghi.
La Regione Liguria, oltre a cofinanziare la pista ciclabile, ha successivamente previsto finanziamenti su fondi FAS per un progetto complessivo denominato 'Pigna Mare', che comprende gli interventi di cui sopra, stipulando una convenzione con il Comune di Sanremo e con Area24. In tale convenzione si stabilisce che Area24 (società di cui il Comune di Sanremo ha una quota parte insieme agli altri comuni insistenti sui 24 Km totali di pista ciclabile), ha il compito di realizzare tale pista oltre che sulla ex linea ferroviaria, anche su tutto il fronte mare.
In tale convenzione è altresì precisato che il tratto ex ferroviario da Corso Raimondo a Via Nino Bixio, viene utilizzato come pista ciclabile in modalità provvisoria onde garantire la continuità della pista, salvo poi verificare quando il percorso ciclabile fronte mare verrà completato, se restituire a viabilità o parcheggi tale tratto ex ferroviario. Quindi se una pista ciclabile andrà abolita in futuro (posto che con lo spostamento di molto traffico auto sull'Aurelia bis completata, ciò si renda ancora necessario) è proprio quella tra Corso Raimondo e Via Nino Bixio.
L'obiezione che la pista di Via Trento Trieste sia poco frequentata mi sembra piuttosto superficiale, anche l'Aurelia bis è poco praticata ora perché non completata. In futuro penso che qualsiasi ciclista dovendo scegliere, preferirebbe un percorso in riva al mare anziché uno in mezzo alle case. Questa pretesa che il comune impieghi i pochi soldi che ha per togliere (vedi pista ciclabile di corso Trento e Trieste) anziché aggiungere mi sembra paradossale.
Il Corso Trento e Trieste nonostante la sua denominazione di Corso, è in alcuni punti strettissimo ed il doppio senso di circolazione vi ha sempre avuto vita difficile, per cui bastava un'auto parcheggiata male o peggio in doppia fila per trasformarla in senso unico alternato con notevole rallentamento della circolazione. Ora anche se qualche auto abusivamente si appoggia sulla pista ciclabile il passaggio è sempre assicurato.
I firmatari della petizione sostengono che una strada di scorrimento lungomare Calvino-Porto Vecchio-parcheggio Portosole-Via Vesco, migliorerebbe la circolazione. Mi viene in mente una definizione celebre del compianto Aldo Moro che qualche ultrasessantenne ricorderà: le convergenze parallele. Questa definizione che il politico democristiano applicava ai rapporti politici non conflittuali ma distinti fra DC e PCI, non è applicabile alle strade di Sanremo, le quali sembrano sì parallele, ma ad un certo punto convergono in una strada sola, è lì sono dolori per il traffico, come dimostrano i ricorrenti intasamenti di Corso Imperatrice e Corso Cavallotti.
Ai firmatari della petizione concedo che una risistemazione del parcheggio di Portosole con collegamento alla Via Vesco porterebbe qualche beneficio al traffico, e peraltro ho letto che tale sistemazione è già programmata dal comune in vista della trasformazione che tutti i sanremesi aspettano, quella dell'ecomostro di Portosole in albergo ridimensionato".
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