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Attualità | 02 dicembre 2010, 13:35

Sanremo: fenomeno prostituzione, il punto di vista di Luigi De Chicchis

Sanremo: fenomeno prostituzione, il punto di vista di Luigi De Chicchis

Luigi De Chicchis

"Dall'inchiesta di Sanremonews sul fenomeno della prostituzione, emerge un fatto ben noto a tutti, ovvero che il fenomeno presente sulla strada è ovviamente da reprimere, in quanto lesivo per il decoro, per sporcizia sul ciglio delle strade e in luoghi appartati, per schiamazzi e quanto di altro possa esservi, ma è altresì doveroso osservare che chi nella propria abitazione, decide di ricevere una persona o più persone, per trascorrere del tempo a fare ciò che ritiene opportuno, non si configura come reato se non per il fatto che in una tale circostanza, vi sia una retribuzione.

E' sì vero che ben tutti sanno che nessuno fa niente per niente e che pertanto chi si reca presso una di quelle abitazioni, riceverà qualcosa previo pagamento, ma è deducibile come la presunta colpevolezza di un qualunque indagato che non verrà condannato fino a determinazione del procedimento. Con questo si dovrebbe intendere che se in casa una donna decide di chiamare uno dopo l'altro i propri amici e passarci del tempo a fare ciò che più gli aggrada, senza pretendere denaro (e questo non è possibile contraddirlo fino a prova contraria) nessuno può impedirglielo o negarglielo.

Il fatto che vengano inseriti degli annunci dove non si parla di 'pagamento' ma solo di massaggi o compagnia o altro, non costituiscono reato, ma soprattutto... il fatto che una donna o un uomo 'in casa propria' decidano di fare sesso o massaggi o quanto altro possano desiderare, con chi più o meno gli aggrada, non deve essere affare pubblico o ancor meno oggetto di condizionamento e contestazione giuridica, dal momento che significherebbe limitare e condizionare la vita di una persona che gode dei pieni diritti civili e vive la propria vita in un paese democratico.

Concordo pienamente con il fatto che in strada vedere lo spettacolo che ben tutti conosciamo, è deprimente e va represso con ogni mezzo, ma non trovo coerente e legittima la contestazione di ciò che un uomo o una donna decidono di fare in casa propria con chi ritengono opportuno. Se una legge sulla privacy è stata redatta e attuata, per delimitare comunque un confine da non oltrepassare, significa che è uguale per tutti e non solo per i politici che vedendosi contestare qualcosa, vi si appellano e chiudono ogni dibattito...

La legge è uguale per tutti... la libertà di ogni singola persona e il libero arbitrio sono inappellabili e incontestabili, fino a che non ledono i diritti altrui e in questo frangente, non mi pare che ciò che il vicino di casa faccia in casa propria possa ledere la mia libertà o i miei diritti".

Redazione

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