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Politica | 20 novembre 2010, 15:52

Duccio Guidi replica a De Leo sulla "scarsa incisività di Ventimiglia Nuova"

Duccio Guidi replica a De Leo sulla "scarsa incisività di Ventimiglia Nuova"

"Le lamentazioni del Consigliere De Leo sulla scarsa incisività di 'Ventimiglia Nuova' quale gruppo d'opposizione, pur non prive di fondamento, rassomigliano tanto al tardivo pianto di chi è colpa del suo male". A dirlo è Duccio Guidi, vicepresidente della Commissione Regionale Ligure di Garanzia del Partito Democratico.

"Piero Raschiotti quale candidato sindaco del centrosinistra - continua Guidi - nel 2007 fu scelto, quasi imposto dall'allora gruppo dirigente dei Democratici di Sinistra. Scelta impeccabile sul piano individuale, stante l'indiscutibile qualità morale e la competenza tecnica della persona, naturalmente. Ma quella scelta sembrò del tutto avulsa dallo specialissimo contesto nazionale in cui quelle elezioni si tenevano. Non venne minimamente presa in considerazione la priorità del momento: 'tirare la volata' all'ormai nascituro Partito Democratico e contribuire al rilancio del già traballante governo Prodi. Ci voleva insomma un candidato sindaco che dicesse chiaramente: 'Cari Ventimigliesi, votando per me contribuirete ad un grande progetto di rinnovamento della politica italiana', quale all'epoca aspirava ad essere il PD, e quale in parte sicuramente era nell'immaginario o quantomeno nella curosità di molti italiani, non solo di centrosinistra. Cosa che Raschiotti, legittimamente e con onestà, non ha mai dichiarato, tant'è che al PD non ha mai aderito.

E a questo si accompagnò anche la costruzione della coalizione cittadina, che riproduceva stancamente un modello (la 'Quercia coi cespugli attorno'), ormai in via di sgretolamento sul piano nazionale. E da allora non poté che esservi una sorta di effetto a cascata, per così dire: di assemblee congiunte dell'opposizione se ne tennero due o tre subito dopo le elezioni e poi basta, se non a livello di gruppi consiliari; venne subito accantonata l'idea di una 'Giunta Ombra' che costituisse un momento di coesione delle forze in campo.

Vi fu, insomma, fin da subito, quell'assenza di strategia e visione di lungo periodo, che il PD, oggi più che mai, sta scontando ad ogni livello, spesso ridotto com'è a mero comitato elettorale al servizio di ambizioni personali, più che momento di elaborazione ed esecuzione di un progetto comune. E che ha finito con lo scontare soprattutto in termini di adesioni e consensi: nell'incapacità di attrarre elementi esterni ai due partiti fondatori (se non addirittura marginalizzando quelli 'scomodi'), e soprattutto perdendo per strada validissimi elementi già attivi tanto nei DS quanto nella Margherita.

Per cui, le osservazioni di De Leo, per quanto appropriate come ho detto, dovrebbero accompagnarsi ad una seria riflessione sull'evoluzione dalla sua nascita e sullo stato attuale del PD. Ma il PD, oggi, ha veramente voglia di guardarsi allo specchio?".

A. Gu.

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