Domenica alle ore 16 nell’Oratorio di San Giovanni Battista in Triora (accanto alla chiesa parrocchiale) sarà presentato il restauro del dipinto raffigurante la Visione di San Giovanni di Matha. Un progetto, realizzato interamente con fondi messi a disposizione dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e curato dalla parrocchia con l’ausilio dell’Associazione Pro Triora, instancabile promotrice della conservazione dell’ingente patrimonio artistico ed architettonico del paese.L’opera, restaurata da Elisabetta Piccioni sotto la direzione di Francesca de Cupis, funzionario di zona della Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Liguria, proviene dall’oratorio di San Dalmazzo collocato poco discosto da quello di San Giovanni. Il dipinto propone l’interessante iconografia della visione occorsa a San Giovanni di Matha, fine teologo attivo a Parigi nella seconda metà del XII, mentre celebrava la messa: egli vide un uomo dal volto splendente che teneva nelle mani le catene che imprigionavano due uomini uno di colore e l’altro bianco. Fu il segno che lo spinse a fondare l’ordine Trinitario che aveva specifiche competenze nell’assistenza di malati e pellegrini e soprattutto nel riscatto degli schiavi. Attitudine, quest’ultima, che divenne obiettivo da perseguire anche per le confraternite laiche dedicate alla Trinità – come quelle dei Rossi a Taggia o di Monte Calvario a Porto Maurizio.














