Il Comune di Pieve di Teco, con l’”Associazione Gemellaggio di Pieve di Teco” organizza la ricorrenza del ventesimo anniversario del gemellaggio con il Comune francese di Bagnols en Foret, domenica 9 Maggio.
Le celebrazioni avranno inizio alle ore 10, con ricevimento degli amici di Bagnols, la S. Messa alle ore 11 e le riconferma del patto alle ore 15,30, nell’Auditorium presso l’Ex Teatro Rambaldi.
Seguirà il taglio del nastro presso la piazza Brunengo con la sistemazione di 3 alberi come segno tangibile dell’unione fra i 2 paesi.
Le basi storiche del gemellaggio:
La data più remota nella quale viene menzionato il villaggio francese di Bagnols-en-Foret è quella del 909, in una carta del Cartulario (Registro) dell’Abbazia di Cluny. Nel 1402 una Carta (documento) dell’Abbazia di Lerins lo cita come “Castrum de Banholis”, che viene distrutto nel 1392 da alcune bande di predoni.
Segue, quindi, un periodo buio di 85 anni. E’ allora che Urbano di di Flisco (della famiglia italiana dei Fieschi), nominato Vescovo di Fréjus da Papa Sisto IV, si rende conto dello stato di completo abbandono in cui si trova il territorio della sua Diocesi e fa venire 30 famiglie da Pieve di Teco, Diocesi di Albenga, guidate da Luigi Amero.
L’atto giuridico, denominato “Atto di abitazione”, porta la data del 9 Marzo 1477 e si trova nel Cartulario (o Registro) della Cattedrale di Fréjus. In questo atto, Luigi Amero presta giuramento di fedeltà al Vescovo a nome di tutti i presenti e dei suoi discendenti primogeniti in linea diretta maschile. Luigi Amero dividerà, poi, le terre secondo un suo criterio ed in proporzione con gli altri abitanti. La Comunità comincia a costruire mulini, segherie, forni: si fa venire un prete, mentre il Vescovo aiuta gli abitanti ad insediarsi nel nuovo villaggio. Rinasce così il paese di Bagnols en Foret.
La chiesa parrocchiale è quella di Saint Dommin, nella pianura, che a quell’epoca era il solo edificio religioso, risalente all’ottavo secolo ed era stata costruita su una proprietà gallo-romana del 1° e 4° secolo. Durante la costruzione del nuovo villaggio, i coloni occupano le grandi case di campagna abbandonate. Il giorno in cui si inaugura la nuova chiesa di S. Sebastiano (sul luogo dove sorge l’attuale Municipio) viene organizzata una grande festa popolare per trasferire gli oggetti di culto.
L’altra chiesa, quella più antica, sarà poi affrescata con scene che mostrano una processione che parte dalla pianura per arrivare al nuovo villaggio. A destra di quest’affresco, un altro villaggio di diversa architettura rappresenta, probabilmente, Pieve di Teco come era a quell’epoca. Questi affreschi sono dell’epoca italiana del XV secolo. Siamo negli anni intorno al 1480. Il villaggio vivrà, così, al rimodella storia con le sue gioie ed i suoi dolori.
Il primo registro parrocchiale di stato civile è datato 1563 e contiene nomi di chiara origine italiana: Abbo, Gandolfo, Mero, Caterini, ecc., ma anche quelli di altre persone venute ad unirsi ai primi: Laugier, Beuf, Magail, Escoffier, Meiffret, i cui discendenti vivono tuttora nel villaggio. 533 anni dopo le due Comunità si ritrovano. Questa è la storia della fondazione di Bagnols en Foret da parte di Pieve di Teco.














