Un lettore, il signor Giovanni Bonifazio, dopo aver letto il punto di vista su quanto scritto ad Arianna Moretto da <A href="http://www.sanremonews.it/it/internal.php?news_code=43151" target="_blank" ;>Noemi D'Amore</A>, vuole esprimere un suo parere sul pianeta Islam premettendo che "non è leghista".
"Una cosa è certa: le problematiche legate all'Islam non si possono risolvere tenendo sotto mano i libri di Oriana Fallaci. Ma è certo anche un'altra cosa: l'Islam pone dei grossi problemi.
Personalmente faccio fatica a credere ad un cosiddetto Islam moderato. Gli accademici, come il gesuita Samir Khalil, parlano di due Islam: quello della prima ora, molto spirituale e con forti messaggi di pace, e quello della seconda ora, quando Maometto prende il potere e inizia a fare il bello e il cattivo tempo parlando di rivelazioni divine fatte a suo uso e consumo (è stato l'unico musulmano ad avere il diritto di sposare più di quattro donne) e a comportarsi da brigante; secondo alcuni storici arabi, infatti, Maometto ha combattuto un trentina di guerre, compiendo uccisioni, razzie e riducendo in schiavitù gli avversari.
Ma secondo altri storici, il profeta dell'Islam forse è stato addirittura protagonista di una sessantina di guerre! Ciò per dire, in sintesi, due cose: tra il profeta dell'Islam e Cristo Gesù, figlio di Dio, c'è un abisso incolmabile, e, seconda cosa, che i musulmani che vengono in Occidente sbandierano l'Islam della prima ora, riempendosi la bocca di parole di pace, mentre quando vivono nei loro Paesi di origine sostengono l'Islam della cosiddetta seconda ora.
Non dimentichiamoci della barbara uccisione di un regista olandese e che sui vignettisti della Danimarca c'è una condanna a morte, luccisione di preti cattolici solo per le parole mal interpretate del santo Padre e moltissimi altri fatti di cronaca.
La prego, signora Noemi, rifletta sulla storia del suo Islam e, soprattutto, sul terrorismo islamico prima di lanciare accuse verso chi vigila sul futuro dei nostri figli e sulle tradizioni di casa nostra".
<I>Come sempre, giriamo i vari quesiti ai diretti interessati, ma anche ai lettori che potranno intervenire attraverso il nostro giornale.</I>
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