A 5 anni di distanza dal suo ultimo disco di inediti, esce l'ultimo lavoro di Maurizio Ferrandini. Dopo la collezione ‘La morte del disco 2011’, l'artista matuzianio aveva dichiarato di voler concentrare l'attività sulla produzione di videoclip in rete ma il richiamo della musica è stato più grande.
Il disco ‘Amarica’ è un concept di ispirazione seventies in cui Ferrandini mette in parallelo la storia dei coloni americani con le recenti vicissitudini del vecchio continente. Il disco che ha atmosfere tipiche del southern rock americano, spazia dal rock di protesta alle ballate più classiche con la telecaster di Ferrandini in continua evidenza. Ferrandini che, oltre a scrivere musica e testi suona ogni strumento nei suoi dischi, si è avvalso, questa volta, della collaborazione di un artista della zona, il liutaio taggiasco Silvio Anfossi, che ha costruito una chitarra potente e originalissima per ultimare le rifiniture del disco. La strumentazione molto ricercata vede inoltre l'impiego di organi Hammond, Wurlitzer, Moog e piano Rhodes che danno un tocco vintage ad un disco dai sapori antichi e da toni molto caldi.
Lo strumento di Anfossi si può ammirare nel nuovo clip di Ferrandini Tre, due, uno, boom , brano che fa da apripista al disco. Eccezione nella discografia di Ferrandini, la collaborazione in un testo (L'estate di un momento) con il poeta di origini sanremesi Gianmarco Dazzi ora stimato bassista in terra trevigiana.














