CRONACA | lunedì 06 febbraio 2012, 15:54
Omicidio di Walter Allavena: condannati a 9 anni ciascuno i quattro imputati
Inoltre i quattro sono stati condannati al pagamento di 240 mila euro alle parti civili. I commenti degli avvocati.
Si chiude con una condanna a 9 anni ciascuno per omicidio preterintenzionale la vicenda inerente alla morte di Walter Allavena, un 54enne ucciso a Torri, frazione di Ventimiglia nella notte tra l'8 ed il 9 aprile. Ancora oggi sono comparsi in aula i quattro responsabili dell'accaduto: Mereut Marius Ciprian, di 32 anni, Mihut Andrei Bogdani, 22enne, Mihai Aredelean, 25 anni, e Mereut Aurelian Sebastian di 36 anni.
L'udienza è durata diverse ore e non erano presenti né la vedova Allavena né il figlio Claudio. Già nella scorsa udienza il PM Marco Zocco al termine di una requisitoria aveva chiesto condanne pari a 12 anni, ovvero 18 anni meno un terzo della pena dovuto al rito abbreviato. Il gup Maria Grazia Leopardi si è presa 60 giorni per il deposito della sentenza, inoltre nel dispositivo è stato indicato anche il pagamento della provvisionale per il risarcimento a 80mila euro ciascuno per ognuna delle parti civili, equivalenti a 240mila euro di totale. Si tratta comunque di una prima tranche rispetto a quanto potrebbe essere chiesto in sede civile, si era ipotizzata una richiesta risarcitoria superiore ai 700mila euro.
Oggi i difensori dei quattro, gli avvocati Marco Bosio, Vincenzo Icardi ed Eugenio Aluffi hanno trovato il parere contrario del giudice circa l'istanza di una nuova perizia che valutasse il rapporto causale tra i colpi subiti quella notte dal 54enne, il forte stress cardiaco e la successiva morte.Mentre i legali degli imputati avevano proposto l'assoluzione all'uscita dall'udienza odierna non hanno potuto far altro che recepire la sentenza e commentare che bisognerà attendere le motivazioni prima di esprimersi con un parere ma il ricorso in appello sembra certo.
Per la parte civile gli avvocati Mario Ventimiglia e Roberto Carfagno, legali per i familiari della vittima seppur vicini alle richieste della pubblica accusa avevano fatto prevalere una linea volta più all'omicidio volontario con dolo. Nella scorsa udienza avevano sostenuto che i quattro imputati quella sera nel dar luogo alla rissa avevano accettato il rischio e proseguendo, che potesse morire la persona colpita, Allavena appunto. “La gravità della pena trova corrispondenza nella gravità di un fatto. E' una sentenza che punisce e che pone in essere, come conseguenza seppure non voluta, la morte di un uomo. E' giusto che una sentenza segnali ciò che va oltre l'intenzione e che metta paletti determinando così pene giuste soprattutto quando queste valutano oltre le intenzioni guardando alla determinazione della morte della persona. Il Pubblico Ministero ha fatto un ottimo lavoro anche oggi, ha nuovamente dimostrato con particolare attenzione ciò che dalle difese era sollevato come elemento di dubbio” - ha commentato l'avvocato Mario Ventimiglia all'uscita dall'aula.
In base a quanto ricostruito dalle forze dell'ordine i quattro si trovavano in un’osteria di Torri, frazione di Ventimiglia, quando c’è stato uno scambio di battute con alcuni ragazzi italiani del piccolo borgo. Sembra che i quattro abbiano cercato di dar fastidio agli altri ragazzi tanto che alla fine la discussione è sfociata davanti all’osteria. Lì ne sarebbe nata una colluttazione. In mezzo agli italiani c’era anche il 22enne Claudio Allavena. A quel punto qualcuno ha informato Walter Allavena che è subito uscito di casa per andare a difendere il figlio, diventando a sua volta il bersaglio del pestaggio fatto dal gruppo e lì in quella piazza il 54enne trovò la sua morte.
























Stefano Michero