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POLITICA | 09 dicembre 2011, 16:55

Sanremo: manifesti, cartelloni e performance artistiche, Pigna Mon Amour farà rimuovere le opere

Sanremo: manifesti, cartelloni e performance artistiche, Pigna Mon Amour farà rimuovere le opere

"Tuttavia il fatto che stupisce è che un pezzo di legno nero con una scritta bianca susciti tanta attenzione e che catturi l’interesse dei nostri politici più di quanto non possano fare i reali problemi della Pigna".  Lo hanno detto i membri dell’associazione Pigna Mon Amour che ha deciso di rimuovere le opere (installate su autorizzazione degli uffici competenti) dai siti in cui si trovavano collocate ed hanno poi aggiunto: "E’ stato scritto che di questo “manifesto” il consiglio comunale ne ha parlato per un’ ora: ora i membri dell’associazione PMA chiedono che il Consiglio Comunale dedichi, per par condicio, un’ora ai progetti e al futuro della Pigna, magari ascoltando prima chi il quartiere lo vive, lo aiuta, lo fa apprezzare e lo porta “fuori” non vedendolo solo come uno scenario di cronaca nera".

"Daltonico" è stato realizzato da Angel Masip Soriano, di nazionalità spagnola, Karolina Rychilik di nazionalità polacca, ed Ibada Wadud di nazionalità statunitense. Il “No” invece è una creazione di due artisti locali residenti a Ventimiglia Antonino Russo ed Alex Amor. "Questi artisti hanno realizzato le loro opere su richiesta di alcuni abitanti del quartiere e membri dell’associazione che hanno esposto le difficoltà e le problematiche della Pigna. - spiegano dall'associazione - Per risolvere i confitti si è pensato di agire attraverso l’intervento dei creativi, della loro sensibilità e della loro poetica. Il tema era quello della sicurezza.

I tre artisti stranieri hanno lavorato sulla percezione del problema e hanno indicato la risposta nello stimolo ad approfondire i rapporti e la conoscenza: “non si teme ciò che si conosce”. Daltonico è composto da 2 pezzi: il primo su fondo nero con scritta in arabo la cui traduzione è “Conosci il tuo vicino” il secondo su fondo bianco con scritta nera “Convivere è più che vivere da vicini", Il “No” interpreta il disagio di un quartiere che non si riesce a risolvere. Per l’associazione non era importante mantenere le opere nei siti in cui gli artisti le avevano pensate e realizzate, ma, invece, era importante studiare la reazione che le stesse potevano suscitare, come gli abitanti potevano reagire e, soprattutto, la valenza che le stesse avevano e che l’arte aveva per intervenire e modificare i luoghi. Il quartiere dimenticato, oggetto esclusivamente di articoli di cronaca nera diventa museo e luogo vivo di esposizione e dibattito.

Della Pigna si parla se accadono dei “fattacci” ovvero se ci sono delle opere che suscitano scalpore. - accusano da Pigna Mon Amour - L’anno scorso la così definita “Bufala del casino” l’opera “Casino” del collettivo Five Stones (Anna Moremo Spagna, Jobelle Tayawa Filippine, Kosta Tonev Bulgaria) è diventata oggetto di esposizione nella personale dell’artista Michelangelo Pistoletto al “Maxxi Museo Nazionale delle arti del XXI° Secolo di Roma”, ma prima ancora era stata oggetto di intervento del Vescovo della nostra diocesi, del Presidente del consiglio comunale e del Sindaco di Sanremo.

In realtà il messaggio da cogliere era quello della necessità, del desiderio e della volontà di cambiamento da parte dei residenti del quartiere che hanno reagito alla proposta e sono diventati i protagonisti dell’opera. Anche quest’anno, gli abitanti con le loro reazioni si sono resi protagonisti della performance. Alcuni - chiosano - l’hanno danneggiata, altri attaccata sui giornali e derisa nel suo significato, disconoscendola come opera, ridicolizzandola, ma non rendendosi conto che così ne affermavano il valore, peraltro colto da altri".

Stefano Michero

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