"Volevo ricordare l'annoso problema della caccia iniziata già da mesi, che puntualmente per noi che abitiamo in campagna crea dei grossi disagi. Per ben cinque giorni su sette noi non possiamo recarci nei nostri boschi per qualsiasi attività vogliamo svolgere, per la presenza assidua di queste persone, che a volte anche transitando in macchina non hanno neanche il buon senso di non sparare per non perdersi la preda, e senti i pallini che ti schizzano sul parabrezza. Non hanno nessun rispetto dell'orario di chiusura poichè sparano ben oltre la mezzora di stop prescritto dalla legge. Sparano di fronte alle case e per chi si vuole godere il suo meritato riposo non deve far altro che blindarsi in casa e fino a che non arriva il buio c'è il coprifuoco.
Mi sono rivolta più volte alle autorità competenti ma anche loro hanno le mani legate per una serie di motivi fra i quali l'impossibilità di un controllo capillare per la mancanza di personale e il territorio troppo vasto da seguire. A questo punto io mi rivolgo all'ente provinciale responsabile e chiedo che crei una zona pubblica chiusa solo per questi signori, in modo che possano svolgere tranquillamente la loro attività 'sportiva' in santa pace e soprattutto lascino in pace quelle persone che come me ritengono tutto questo una assurdità (e le assicuro siamo veramente tanti), primo perchè non ci sono più uccelli da uccidere e poi non possiamo essere sempre noi a portare via tutta la spazzatura che a fine stagione venatoria ci ritroviamo nei nostri boschi (bossoli di cartucce, bottiglie di plastica, bottiglie di vetro...). Spero che chi di competenza intervenga al più presto!
Nicoletta Tripepi".
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