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Eventi | 11 agosto 2026, 15:14

Bordighera saluta Monet, il teatro sul Beodo chiude il viaggio tra arte, vita e paesaggio

Conclusa la settima edizione di "Passaggi Illustri a Bordighera": lo spettacolo itinerante ha riportato il pubblico nei luoghi amati dal grande impressionista

Si è concluso a Bordighera il viaggio teatrale dedicato a Claude Monet, protagonista della settima edizione di "Passaggi Illustri a Bordighera". Tra l'ultimo fine settimana di luglio e il secondo di agosto, il borgo antico ha accolto lo spettacolo itinerante "Lo Straordinario Mondo di Monet tra Arte e Vita", ideato e realizzato da Teatro X Monet, con la regia e la drammaturgia di Fulvia Roggero e Silvia Villa. Un percorso capace di unire teatro, storia e paesaggio, riportando il pubblico sulle tracce dell'artista francese che soggiornò in città tra gennaio e aprile del 1884. Un'esperienza già proposta nei weekend dal 25 luglio al 9 agosto, con partenza da piazza del Popolo e arrivo lungo l'antico Sentiero del Beodo.

Il pubblico, raccolto in Piazza del Popolo, nel cuore di Bordighera Alta, si è inoltrato lungo un tratto del Beodo incontrando progressivamente i personaggi chiamati a raccontare la vita e l'universo del pittore. Sei figure che, scena dopo scena, hanno trasformato il percorso in una sorta di quadro vivente, facendo rivivere quell'esperienza en plein air che fu centrale nella ricerca artistica di Monet. La particolarità dell'allestimento è stata proprio nel rapporto tra la rappresentazione e l'ambiente circostante: gli scorci di Bordighera sono diventati quinte naturali, parte integrante della storia e non semplice sfondo dello spettacolo.

È qui che la produzione ha trovato la sua forza più autentica. Camminando lungo il sentiero, il pubblico non si è limitato ad ascoltare il racconto di un artista, ma ha avuto la possibilità di guardare gli stessi luoghi che, oltre 140 anni fa, colpirono profondamente Monet. La luce, i colori, la vegetazione e le prospettive della Riviera sono diventati elementi della narrazione, quasi fossero ancora oggi materia pittorica. "Osservare Bordighera con gli occhi di Claude Monet" è, in fondo, la chiave dell'intero progetto, nato proprio con l'obiettivo di intrecciare cultura, valorizzazione del territorio e teatro dal vivo.

A dare vita al racconto sono stati amici, familiari, sostenitori e collaboratori dell'artista, restituiti attraverso le interpretazioni di Fulvia Roggero, Silvia Villa, Vincenzo Santagata, Erika Rotondaro, Elisa Mina, Gilles Breton e Amos Mastrogiacomo. Le caratterizzazioni dei personaggi e la cura dell'ambientazione hanno contribuito a riportare il pubblico dentro la Bordighera di fine Ottocento, facendo emergere non soltanto il Monet pittore, ma anche l'uomo, le sue relazioni e il suo modo di vivere il paesaggio. Un viaggio teatrale nel quale la dimensione privata dell'artista si è intrecciata con quella creativa.

La scelta di raccontare Monet proprio attraverso il Sentiero del Beodo non è casuale. Era infatti uno degli itinerari che il pittore percorreva durante il soggiorno bordigotto, alla ricerca di scorci, atmosfere e variazioni di luce da trasferire sulle tele. Oggi attraversare quegli stessi luoghi permette di sovrapporre idealmente il proprio sguardo a quello dell'artista, cercando una prospettiva, un colore o una particolare luminosità capaci di evocare le immagini che Monet trasformò in pittura. Il teatro, in questo caso, diventa uno strumento per riscoprire un paesaggio già profondamente legato alla storia dell'arte.

L'edizione di quest'anno ha assunto inoltre un significato particolare perché inserita nel centenario della scomparsa di Claude Monet. Il suo soggiorno a Bordighera, tra gennaio e aprile 1884, rappresentò un passaggio importante della sua ricerca e lasciò una traccia profonda nel rapporto dell'artista con la luce e con i colori della Riviera. "Lo Straordinario Mondo di Monet tra Arte e Vita" ha scelto così di non ricostruire artificialmente quel mondo, ma di partire da ciò che è ancora visibile: sentieri, scorci e paesaggi che permettono, a distanza di tanto tempo, di confrontarsi con lo sguardo del maestro dell'Impressionismo.

La domanda che resta al termine del percorso è allora semplice: quanto della Bordighera vista da Monet è ancora riconoscibile oggi? La risposta non arriva soltanto dalle parole degli attori, ma soprattutto dal cammino stesso. Tra una scena e l'altra, il pubblico è stato invitato a rallentare, osservare e mettere in relazione ciò che aveva davanti agli occhi con le immagini dell'artista. È forse questo il risultato più significativo di "Passaggi Illustri": aver dimostrato che per raccontare Monet a Bordighera non occorre ricostruire il suo mondo, perché quel mondo, almeno in parte, continua a vivere nel paesaggio della città.

Andrea Olimpi

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