Via libera in commissione Finanze al Piano economico finanziario della Tari del Comune di Sanremo. Il documento, validato quest'anno dall'Agenzia regionale per i rifiuti, prevede per il 2026 un incremento tariffario contenuto, nell'ordine del 2,8-3%, determinato principalmente dall'aumento dei costi di smaltimento e dagli adeguamenti contrattuali del servizio.
Il costo complessivo del servizio rifiuti da finanziare attraverso la tariffa è stato quantificato in 18.710.559,13 euro, di cui circa 1,23 milioni relativi ai costi generali e oltre 17,48 milioni destinati alla raccolta, al trasporto, allo spazzamento e allo smaltimento dei rifiuti.
A incidere maggiormente sull'incremento del Piano sono soprattutto i maggiori costi di conferimento in discarica, pari a circa 717.500 euro, ai quali si aggiungono circa 249.500 euro derivanti dall'adeguamento del contratto di servizio con Amaie Energia e Servizi agli aggiornamenti Istat e ai nuovi contratti collettivi nazionali di lavoro.
L'assessore al Bilancio Lucia Artusi ha spiegato che gli aumenti «non riguardano la gestione diretta del servizio da parte del Comune, ma dipendono da variabili esterne che non siamo in grado di governare». Per contenere il peso sui contribuenti, Palazzo Bellevue ha deciso di destinare al servizio rifiuti 605 mila euro annui provenienti dall'imposta di soggiorno, pari al 40% del gettito consentito dalla normativa. «Personalmente condivido questa scelta – ha sottolineato Artusi – perché Sanremo è una città turistica e chi viene in vacanza utilizza inevitabilmente anche il servizio di igiene urbana».
Grazie a questa operazione, l'aumento delle bollette sarà limitato. Per fare un esempio, per un'abitazione con un solo occupante l'incremento sarà del 2,8%, pari a circa 2,93 euro annui.
Dal Piano economico finanziario restano però escluse le nuove ecoisole, recentemente introdotte sul territorio cittadino. «Nel Pef non troverete i costi delle ecoisole perché i dati utilizzati per il calcolo fanno riferimento agli anni precedenti», ha precisato l'assessore.
Il meccanismo regolatorio della Tari, infatti, si basa principalmente sui costi storici relativi ai due esercizi precedenti; per questo motivo le spese legate alle ecoisole non dispongono ancora della necessaria base contabile per essere inserite nella tariffa attuale.
Le spese aggiuntive, e in particolare gli ammortamenti degli investimenti sostenuti per il nuovo sistema di raccolta, entreranno quindi nel successivo aggiornamento tariffario, previsto nel 2028. I fondi del Pnrr e i cofinanziamenti ministeriali hanno infatti contribuito alla realizzazione dell'investimento, ma i costi di gestione e gli ammortamenti ricadranno successivamente sul servizio.
Durante la discussione è emerso inoltre come il costo del conferimento in discarica resti una delle principali incognite per il futuro, essendo influenzato sia dalla destinazione finale dei rifiuti, tra gli impianti di Savona e Genova, sia dalle dinamiche provinciali di gestione del ciclo integrato.
Al termine del confronto, il Piano finanziario è stato approvato dalla commissione, confermando la volontà dell'amministrazione di limitare il più possibile gli aumenti per cittadini e imprese, pur in presenza di costi in continua crescita e di un sistema che, per legge, deve garantire la copertura integrale del servizio.














