Oltre 19,5 milioni di euro per sostenere l'edilizia residenziale pubblica e sociale in Liguria. È questa la dotazione finanziaria messa in campo da Regione Liguria attraverso la riprogrammazione del PR FESR Liguria 2021-2027 con l'obiettivo di favorire l'accesso ad alloggi sostenibili e a prezzi accessibili. Le risorse saranno suddivise in due misure rivolte alla riqualificazione energetica e alla ristrutturazione di immobili destinati all'edilizia residenziale pubblica e sociale, coinvolgendo le Aziende Regionali Territoriali per l'Edilizia (ARTE), i Comuni, la Città Metropolitana di Genova, le Province e gli altri enti pubblici proprietari degli immobili.
Il primo bando, con una dotazione di 9 milioni di euro, sarà aperto dal 29 settembre al 6 ottobre attraverso il portale "Bandi On Line" di Filse. La misura finanzierà interventi di efficientamento energetico su immobili di edilizia residenziale pubblica (ERP) e sociale (ERS), compresi gli alloggi destinati agli studenti, purché già esistenti e in uso e in grado di garantire almeno un salto di classe energetica. Il contributo massimo concedibile sarà di 800mila euro per domanda, mentre una seconda misura, prevista in autunno, sarà dedicata agli interventi strutturali o alla riconversione di immobili da destinare ad alloggi pubblici, sociali o per studenti.
"Un'iniziativa che nasce dalla richiesta, a livello nazionale, di destinare una quota di risorse gestite dalle Regioni per migliorare le condizioni di accesso agli alloggi di residenza pubblica e sociale – afferma l'assessore regionale allo Sviluppo economico e alla Programmazione Fesr Alessio Piana –, la Liguria, grazie a una riprogrammazione Fesr che ha mantenuto la centralità sulle imprese, accompagnerà con queste due misure gli interventi che gli enti pubblici potranno effettuare per migliorare la qualità abitativa, pubblica e sociale di famiglie, studenti e lavoratori che vivono, studiano e lavorano nella nostra regione".
Soddisfazione anche da parte dell'assessore regionale alle Politiche abitative ed Edilizia Marco Scajola, che ha sottolineato l'importanza dell'investimento. "Con questo primo bando mettiamo a disposizione 9 milioni di euro per la riqualificazione energetica del patrimonio di edilizia residenziale pubblica e sociale, nell'ambito di uno stanziamento complessivo di 19,5 milioni di euro destinato a questo settore – dichiara –, si tratta di risorse importanti che ci permetteranno di aumentare la disponibilità di alloggi sostenibili e accessibili, migliorando al tempo stesso la qualità della vita di chi vi abita. L'efficientamento energetico è una delle leve principali della nostra azione politica sull'edilizia, perché intervenire sugli edifici significa ridurre consumi e costi per le famiglie".
Scajola ha inoltre ricordato i risultati ottenuti negli ultimi anni grazie agli interventi già realizzati. "In molti casi gli assegnatari arrivavano a sostenere spese per le bollette superiori al canone di affitto. Gli interventi di Begato a Genova e delle Gallardi a Ventimiglia hanno dimostrato concretamente come alloggi più efficienti consentano un netto abbattimento delle spese energetiche. Negli ultimi anni abbiamo stanziato oltre 61,5 milioni di euro, destinati a interventi di efficientamento energetico che hanno interessato 865 alloggi. Sono numeri che dimostrano la continuità del nostro impegno, ma anche la necessità di proseguire su questa strada".
Sulla misura è intervenuto anche l'assessore regionale all'Energia Paolo Ripamonti. "Con questo bando sull'energia destiniamo 9 milioni di euro per rendere il nostro patrimonio edilizio pubblico più efficiente, accessibile e sostenibile, senza consumare nuovo suolo ma valorizzando gli edifici esistenti – spiega –, riqualificare energeticamente gli alloggi di edilizia residenziale pubblica e sociale significa sostenere in particolare le famiglie. È questa la direzione che Regione Liguria continua a perseguire, mettendo l'energia al servizio delle persone e del territorio".
Il contributo regionale potrà coprire fino all'80% dell'investimento, che dovrà avere un valore minimo di 500mila euro. Sono previste inoltre premialità per i Comuni dell'entroterra, dove il finanziamento potrà arrivare al 90% della spesa, con un investimento minimo ridotto a 100mila euro. Le agevolazioni saranno cumulabili con altre forme di cofinanziamento, purché non di origine comunitaria, mentre saranno ammesse anche le spese avviate dal 1° gennaio 2026, a condizione che gli interventi non siano già conclusi.














