È stata inaugurata questa sera, negli spazi della Galleria Civica della Pigna di via Palma 16 a Sanremo, la mostra personale di Elvis Furlan dal titolo "Ho paura del buio", che resterà aperta al pubblico fino al prossimo 8 agosto. L'esposizione sarà visitabile tutti i giorni nella fascia oraria compresa tra le 18 e le 22. All'apertura ha preso parte anche l'assessore alla Cultura Enza Dedali, che ha evidenziato il ruolo sempre più centrale del centro storico cittadino come luogo di aggregazione e punto di riferimento per iniziative artistiche e culturali, confermando la volontà dell'amministrazione di valorizzare gli spazi della Pigna attraverso appuntamenti dedicati all'arte contemporanea.
Il progetto espositivo nasce da una riflessione profonda sul tema della memoria e del tempo, prendendo spunto da immagini appartenute alla famiglia dell'artista per trasformarle in un linguaggio capace di parlare a tutti. "Esiste una geografia invisibile che continua ad abitare ogni essere umano. Non compare sulle mappe, non conosce indirizzi. È fatta di stanze che ritornano, di volti che il tempo trasforma senza cancellare, di silenzi capaci di custodire intere generazioni. 'Ho paura del buio' nasce da questo luogo. Le opere prendono forma da immagini appartenute alla mia famiglia, ma rinunciano al racconto privato per cercare qualcosa di più fragile e universale. La memoria si dissolve, si sovrappone, si deforma. Ciò che resta non è il ricordo di qualcuno, ma la possibilità che ogni volto diventi il nostro" ha spiegato Elvis Furlan.
L'artista prosegue il suo racconto sottolineando come il buio rappresenti uno spazio di trasformazione e non una conclusione. "Il buio non è una fine. È lo spazio in cui le immagini perdono il loro nome e iniziano una seconda vita. Qui il tempo smette di essere una linea e diventa una materia che si piega, si stratifica, ritorna. Ogni opera è una soglia tra presenza e assenza, tra ciò che è stato e ciò che continua ostinatamente ad abitare il nostro sguardo". Un percorso che invita il visitatore a confrontarsi con ricordi, emozioni e frammenti di vita, lasciando spazio a un'interpretazione personale delle opere esposte.
A chiudere la riflessione è ancora Furlan, che definisce la mostra come un invito a soffermarsi sul valore più autentico della memoria. "Questa mostra non cerca risposte. Invita piuttosto a sostare in quel luogo indefinibile dove la memoria smette di appartenere al passato e diventa un gesto, un respiro, un'eredità invisibile. Forse ogni famiglia custodisce un archivio segreto. Non fatto di fotografie, ma di luce. Una luce così antica da avere bisogno del buio per continuare a esistere nel profondo di ognuno di noi". La mostra ha ricevuto il patrocinio del Comune di Sanremo e rappresenta un nuovo appuntamento culturale ospitato nel cuore della Pigna, confermando la vocazione del quartiere storico come spazio dedicato all'arte e alla cultura.






















