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Cronaca | 13 luglio 2026, 07:21

Caso Nessy Guerra, Tamer si dichiara “Gesù” sui social e propone un accordo: “Il 60% dei soldi se torna con me, il 30% se vuole essere libera”

L'ex marito della giovane sanremese torna a parlare sui social mentre Nessy resta sotto sorveglianza in attesa di conoscere il proprio destino

Caso Nessy Guerra, Tamer si dichiara “Gesù” sui social e propone un accordo: “Il 60% dei soldi se torna con me, il 30% se vuole essere libera”

Ancora un video, ancora una proposta affidata ai social. Mentre Nessy Guerra vive ore di attesa e apprensione in Egitto, con agenti della polizia che, secondo quanto raccontato dalla stessa giovane sanremese, sorvegliano l'abitazione in cui si trova insieme alla figlia Aisha, l'ex marito Tamer Hamouda torna a parlare su TikTok, dopo aver passato recentemente due giorni in carcere. Un intervento di oltre quattro minuti nel quale l'uomo fornisce la propria versione della vicenda, sostiene di essere stato assolto dalle accuse a suo carico e lancia una nuova proposta all'ex moglie: collaborare pubblicamente con lui, testimoniare in suo favore e partecipare a una causa civile finalizzata, secondo quanto afferma, a recuperare quanto avrebbe perso nel corso degli ultimi anni. In cambio, Hamouda prospetta a Nessy una percentuale delle somme che ritiene di poter ottenere. Una quota che, sempre secondo la proposta formulata nel video, aumenterebbe nel caso in cui la giovane decidesse di tornare insieme a lui e tentare di ricostruire la famiglia.

Le dichiarazioni arrivano in uno dei momenti più delicati dell'intera vicenda. Nessy Guerra è stata condannata in appello a sei mesi di carcere per adulterio, sentenza contro la quale è stato depositato ricorso in Cassazione. Dopo essere stata condotta nelle scorse ore in una stazione di polizia insieme alla figlia e ai genitori, la giovane è tornata nella propria abitazione, dove ha riferito di essere attualmente sottoposta a una stretta sorveglianza in attesa di conoscere le decisioni delle autorità egiziane sulla possibile esecuzione della pena. È in questo quadro che arriva il nuovo messaggio di Hamouda. «Vorrei fare il punto della situazione. A molti stupirà, però, a differenza di quello che viene detto sui giornali, io sono stato assolto da tutte le accuse e sono io la parte danneggiata», afferma nel video. «Mi è stato portato via tutto quello che possedevo, mentre Nessy è stata condannata».

Si tratta della ricostruzione fornita dall'uomo attraverso i propri canali social. La posizione giudiziaria di Hamouda resta infatti articolata e comprende diversi procedimenti: secondo documentazione già visionata da SanremoNews, l'uomo ha riportato condanne definitive in Italia per diversi reati ed è stato destinatario di richieste di estradizione avanzate dalle autorità italiane. Più recentemente è stato inoltre arrestato e successivamente scarcerato su cauzione in Egitto dopo la denuncia presentata dal viceconsole onorario d'Italia a Hurgada, Orazio Gioacchini, per le presunte minacce subite e, qualche giorno dopo, per il processo in corso nato dalla denuncia presentata dal padre di Tamer. Nel video, Hamouda chiede a Nessy di intervenire pubblicamente per sostenere la sua versione dei fatti. «Propongo a Nessy, ancora una volta, che collaboriamo. Lei inizi a dire la verità sui social e in televisione circa le sentenze di assoluzione che ci sono state a mio favore», sostiene. «Io non ho mai fatto nulla di male. Nascondere la verità non è corretto».

L'ex marito della giovane sanremese annuncia quindi l'intenzione di promuovere una causa civile per recuperare quanto sostiene gli sia stato sottratto e lega a questa iniziativa la proposta economica rivolta a Nessy. «Ci sarà da fare una causa civile per recuperare tutto quello che ho perduto. Se lei testimonia e fa un video dicendo la verità circa la vera storia e le assoluzioni, possiamo procedere con la causa civile in modo che io recuperi tutto quello che mi spetta di diritto. In questo caso concedo a Nessy una percentuale di questi soldi», afferma. È a questo punto che Hamouda quantifica la propria proposta. «Non deve tornare con me per forza. Se vuole essere libera avrà comunque il 25-30%, mentre se decide di tornare e provare a ricostruire la famiglia, per il bene della bambina, avrà il 60%», dichiara.

Nel corso del lungo intervento, l'uomo inserisce anche riferimenti di carattere religioso e sostiene, testualmente, di essere «Gesù», aggiungendo subito dopo che «non c'è altro Dio all'infuori di Allah». Un passaggio pronunciato mentre Hamouda chiede all'ex moglie di testimoniare anche in merito a quelli che definisce «segni» mostrati attraverso i propri profili social. La proposta si estende poi al Consolato italiano, al quale Hamouda chiede di intervenire per la traduzione asseverata delle sentenze che sostiene essere state pronunciate in suo favore e degli eventuali provvedimenti che dovessero derivare dalla causa civile. Secondo lo scenario delineato dall'uomo, una volta conclusi questi passaggi sarebbe possibile il ritorno in Italia dell'intera famiglia. «Dopo di ciò potremo ritornare in Italia, io, Nessy Guerra e la nostra bambina insieme», sostiene, chiedendo che gli venga fornito un passaporto e che siano tenute in considerazione le decisioni giudiziarie adottate in Egitto.

Hamouda afferma inoltre di non voler chiedere che venga presa in considerazione la condanna riportata da Nessy, ma pone come condizione un chiarimento pubblico della vicenda e l'avvio della causa civile. «Io Nessy la perdono. Non chiedo che venga presa in considerazione quella sentenza di condanna, però a patto che chiariamo tutta la situazione in televisione e con la causa civile in tribunale», dichiara. Nel finale, il riferimento alla situazione giudiziaria attuale diventa ancora più esplicito. «Chiedo a Nessy un riscontro, in modo da evitare adesso il peggio dell'esecuzione di queste sentenze, così possiamo adoperarci insieme per avere indietro quello che mi è stato tolto e ripristinare la mia reputazione a livello mediatico». Parole che arrivano mentre il caso Nessy Guerra è ormai seguito ai massimi livelli istituzionali.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato le interlocuzioni con il Governo egiziano, auspicato la concessione della grazia presidenziale per la giovane sanremese e ribadito l'obiettivo di favorire il ritorno in sicurezza in Italia di Nessy e Aisha. Sul fronte giudiziario restano aperti il ricorso in Cassazione contro la condanna per adulterio, il procedimento per l'affidamento della bambina e la causa relativa al blocco all'espatrio della minore. In questo quadro si inserisce ora il nuovo video dell'ex marito: una proposta pubblica rivolta direttamente a Nessy, accompagnata da condizioni economiche, richieste di dichiarazioni a proprio favore e dal riferimento alla possibilità di evitare «il peggio dell'esecuzione delle sentenze». Un nuovo elemento in una vicenda già estremamente complessa, mentre per Nessy Guerra le ore continuano a trascorrere nell'attesa di conoscere se potrà rimanere insieme alla figlia Aisha o se la condanna a sei mesi di carcere verrà eseguita.

Andrea Musacchio

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