"La mobilitazione del territorio ha ottenuto un primo risultato importante: il progetto del Tunnel del Tenda tornerà sulla strada del raddoppio con due canne distinte, comprendendo il recupero della vecchia galleria". È la posizione rivendicata da Marcello Bevilacqua dopo il passo indietro del viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi, che ha abbandonato l’ipotesi del tunnel unico a doppio senso. «Quando le comunità della Val Vermenagna e della Val Roya si uniscono per difendere il proprio futuro, le istituzioni non possono ignorarle», sottolinea Bevilacqua, rivendicando il ruolo della protesta del territorio nel riportare al centro il tema della sicurezza e del rispetto delle normative europee.
Secondo il promotore della mobilitazione "l’idea di una sola canna a doppio senso avrebbe rappresentato un passo indietro dal punto di vista della sicurezza dei viaggiatori e della prospettiva di sviluppo delle due vallate.Ma la battaglia non si ferma al progetto futuro. Ora l’attenzione si sposta sulla gestione dell’estate e sugli orari di apertura del nuovo tunnel. La richiesta rivolta ad Anas e agli enti competenti è chiara: estendere immediatamente l’apertura fino alle ore 23 per tutta la stagione estiva: «L’attuale limitazione oraria strozza il turismo, danneggia i lavoratori frontalieri e penalizza i residenti», afferma Bevilacqua. Una chiusura anticipata che, secondo il territorio, non troverebbe giustificazione nelle attività di cantiere, dal momento che i lavori sui tornanti non vengono svolti nelle ore notturne.
"Tenere aperto il Tunnel del Tenda fino alle 23 - sostengono i promotori della richiesta - non rallenterebbe i lavori e rappresenterebbe invece un sostegno concreto per alberghi, ristoranti, commercianti e famiglie delle due valli. Ci prendiamo il merito di aver sventato il pasticcio del tunnel unico, ma la nostra battaglia non si ferma. Vigileremo affinché alle parole seguano i fatti sul recupero della vecchia galleria e chiediamo che prevalga il buon senso nella gestione della viabilità estiva. La montagna non va in vacanza e non può andare a dormire alle otto di sera", conclude Bevilacqua.














