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Attualità | 10 giugno 2026, 14:18

Lungomare Trento Trieste, il Comune boccia il progetto Morgana Beach: «Non c'è interesse pubblico»

La Giunta esprime orientamento non favorevole alla proposta di project financing da 8,5 milioni: documentazione incompleta, dubbi urbanistici e criticità demaniali

Lungomare Trento Trieste, il Comune boccia il progetto Morgana Beach: «Non c'è interesse pubblico»

La Giunta comunale di Sanremo ha detto no, almeno per ora, alla proposta di finanza di progetto presentata da Morgana Beach Srl per la riqualificazione del lungomare di Corso Trento Trieste. Con una delibera approvata sulla base della relazione tecnica redatta dagli uffici competenti, l'amministrazione ha espresso un orientamento non favorevole, ritenendo che allo stato attuale non sussistano le condizioni per riconoscere il pubblico interesse dell'intervento. Il progetto, presentato ai sensi dell'articolo 193 del Codice dei contratti pubblici, prevedeva un investimento complessivo di circa 8,5 milioni di euro e una concessione della durata di 20 anni, comprensiva dei tempi di realizzazione delle opere.

Tra gli interventi proposti figuravano il rifacimento integrale della passeggiata a mare con il suo ampliamento, la realizzazione di un parcheggio pubblico interrato a pagamento da 142 posti auto, la demolizione e ricostruzione di due ristoranti e di un chiosco, oltre al rinnovamento delle strutture balneari con nuove cabine, due piscine all'aperto e un'area sportiva con campi da padel, beach volley e calcetto. Secondo quanto emerso dall'istruttoria, tuttavia, la proposta presentava gravi carenze documentali e non consentiva una valutazione completa della sua effettiva fattibilità. La relazione tecnica evidenzia infatti che mancano diversi elaborati obbligatori previsti dalla normativa, tra cui la bozza di convenzione, il piano economico-finanziario asseverato e una descrizione dettagliata delle caratteristiche della concessione richiesta.

Gli uffici sottolineano inoltre che l'intervento più rilevante, il parcheggio interrato previsto sotto l'attuale spiaggia, non è stato adeguatamente approfondito sotto il profilo tecnico, urbanistico e autorizzativo. Particolare preoccupazione desta proprio la collocazione del parcheggio, che comporterebbe una riduzione delle dimensioni della spiaggia e la realizzazione di opere permanenti su area demaniale marittima. Nelle conclusioni del Servizio Pianificazione Territoriale si legge che "si ritiene l'intervento proposto non coerente con la pianificazione di PUC né con il PUD", evidenziando come sarebbe necessaria una specifica variante urbanistica. Non solo. Sul fronte della difesa del suolo, i tecnici osservano che "il quadro di pericolosità delineato dal PGRA pare allo stato attuale ostativo alla realizzazione delle opere in progetto", rendendo indispensabili ulteriori verifiche e approfondimenti. La Giunta richiama poi la necessità di coordinare qualsiasi trasformazione dell'area con il restyling del Porto Vecchio, intervento già affidato e in fase avanzata del proprio iter autorizzativo. L'obiettivo dichiarato è quello di inserire eventuali future opere all'interno di una visione complessiva dello sviluppo urbano cittadino, capace di contemperare interessi pubblici e privati.

A pesare nella valutazione negativa anche una questione aperta relativa a precedenti obbligazioni connesse alle concessioni demaniali dell'area, ancora oggetto di istruttoria e ritenute suscettibili di interferire con il nuovo progetto. Per questi motivi l'amministrazione ha deliberato di non ravvisare, allo stato attuale, il necessario interesse pubblico per proseguire nell'iter previsto dalla normativa. La porta, tuttavia, non viene chiusa definitivamente. Nel provvedimento si precisa infatti che il Comune si riserva ogni futura valutazione sullo sviluppo urbano della città, nell'ottica di un equilibrio tra esigenze della collettività, programmazione pubblica e iniziative private. Per il progetto Morgana Beach, dunque, arriva una battuta d'arresto significativa: senza integrazioni sostanziali e senza il superamento delle numerose criticità evidenziate dagli uffici, la riqualificazione di Corso Trento Trieste resta, almeno per ora, soltanto sulla carta.

La proposta, oltre a essere stata ritenuta tecnicamente insufficiente, è stata giudicata non percorribile nell’attuale fase amministrativa. L’Amministrazione comunale ha infatti manifestato la volontà di sviluppare autonomamente un progetto di riqualificazione dell’area, considerata strategica per la città, con l’obiettivo di integrarlo successivamente nel Pud. La scelta è motivata dalla volontà di perseguire uno sviluppo urbanistico e demaniale più integrato attraverso un percorso pubblico.

Tra le valutazioni che hanno portato al parere negativo vi è anche la complessità legata all’attuale quadro normativo che disciplina il project financing. Secondo quanto evidenziato dalla Giunta, l’avvio di un procedimento di questo tipo avrebbe potuto determinare una sovrapposizione temporale con il progetto di restyling del porto vecchio, interessando contemporaneamente l’area compresa tra i due porti e creando il rischio di una vasta area di cantiere lungo l’intera fascia costiera del centro cittadino.

Carlo Alessi

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