Le ecoisole sono davvero la soluzione più adatta per una città a forte vocazione turistica come Sanremo? È la domanda che pone una lettrice in una lunga lettera inviata alla nostra redazione, nella quale evidenzia numerose criticità riscontrate nell'utilizzo quotidiano del nuovo sistema di raccolta dei rifiuti. «Ho personalmente constatato come spesso il conferimento diventi impossibile perché la capienza massima dei nuovi contenitori è talmente limitata da non permetterlo», scrive la cittadina, sottolineando come il problema riguardi in particolare il conferimento dell'organico. «Per esempio per l'organico, il cittadino cosa dovrebbe fare a quel punto? Riprendersi il proprio sacchetto maleodorante e riportarselo a casa nella speranza che il secondo tentativo sia più fortunato?», domanda polemicamente.
Nel mirino finiscono anche le dimensioni delle strutture e la frequenza degli svuotamenti. «Le buche sono piccole, i serbatoi piccoli, ma quante persone devono servire? Quanti passaggi giornalieri di svuotamento avvengono per lasciare il servizio ai cittadini sempre fruibile?», si chiede. La cittadina richiama inoltre l'attenzione sui problemi tecnici che possono verificarsi. «Non parliamo poi dei guasti che rendono inaccessibile la struttura per tempi indeterminati. È frustrante che un servizio così importante sia così inefficiente». Un altro tema sollevato riguarda le telecamere installate nei pressi delle ecoisole. «Si sono spesi soldi persino per le telecamere, "deterrente" per coloro che secondo l'amministrazione comunale adotterebbero comportamenti sbagliati», osserva.
La lettrice invita poi a riflettere sui numeri effettivi dell'utenza che utilizza il servizio. «Si è detto 2.500 persone per 3.000 conferimenti di rifiuti, ma di questi quanti sono provenienti da turisti o proprietari di seconde case?», domanda. Particolarmente delicata, secondo la cittadina, la situazione di chi lascia Sanremo dopo un soggiorno in coincidenza con giornate festive. «Il conferimento prima della ripartenza talvolta coincide con giorni festivi in cui i punti ecologici sono chiusi e magari le ecoisole sono imballate. Cosa dovrebbe fare questo contribuente, che paga regolarmente Tari e Imu? Portarsi i rifiuti nel comune di residenza?».
Nella parte finale della lettera viene avanzata una proposta concreta. «Forse occorre rivedere il sistema in modo onesto», scrive la lettrice, suggerendo «più interventi di svuotamento al giorno», l'introduzione di «un pulsante di chiamata per interventi rapidi in caso di guasti» e ulteriori miglioramenti operativi. «Quanto alla capienza, ormai le strutture sono state realizzate e probabilmente sarà impossibile rivederla, anche se aiuterebbe molto», conclude. Non manca infine una critica alla modalità di accesso: «Pure la tessera non è propriamente di pratico utilizzo».














