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Attualità | 28 maggio 2026, 15:32

Porto Vecchio, il Comune frena sui baretti: “Serve più apertura verso il mare” nel nuovo waterfront

Mager e Donzella chiedono a Porto di Sanremo una nuova disposizione delle strutture: “Più permeabilità visiva e una piazza affacciata sul mare”

Porto Vecchio, il Comune frena sui baretti: “Serve più apertura verso il mare” nel nuovo waterfront

All’amministrazione Mager non piace (ancora) la soluzione prospettata per la ricollocazione dei caratteristici baretti nell’ambito del progetto per l’ampia riqualificazione di porto vecchio. Da qui l’incontro che si è svolto a Palazzo Bellevue con la società proponente, Porto di Sanremo, rappresentata dal Cfo (Chief financial officer) Gianluca Petrera e dai tecnici che hanno firmato il complesso elaborato (con una previsione di spesa di circa 110 milioni), già soggetto alla rilevante rivisitazione imposta dalle prescrizioni del Comune e da poco presentata.

“Vorremmo una disposizione diversa, magari un po’ ‘movimentata’, che privilegi l’idea di una piazza sul mare e al tempo stesso si integri meglio con la pista ciclopedonale, non mostrando il retro dei baretti a chi la percorre, come accade oggi”, spiega il sindaco Alessandro Mager. I tecnici hanno preso appunti, impegnandosi a proporre una diversa dislocazione dei manufatti. Con le modifiche progettuali depositate di recente e rese note dal Comune a tutti i soggetti interessati per la parte relativa allo specchio acqueo, con lo scopo di un utile confronto prima di avviare le procedure della conferenza dei servizi, la società di proprietà del fondo Reuben Brothers (già gestisce Portosole), evidenziava che “la nuova soluzione proposta di layout dell’area baretti è stata preliminarmente condivisa e gradita alla Soprintendenza ed è stata, altresì, rappresentata anche nel confronto con quelle precedentemente adottate nell’ambito del PFTE di gara e del progetto definitivo aggiudicato”.

E nel dettaglio: “Presenta la distribuzione dei volumi in maniera lineare e ordinata, garantendo coni ottici e assi di percorrenza con le principali direttrici verso il porto, integrando uniformemente la pista ciclabile, in una visione della grande piazza da realizzare sulla banchina di riva, che integra la richiesta di maggiore permeabilità con l’ambito urbano a quella più ampia di riconnessione dell’intero waterfront cittadino, ottenibile anche attraverso l’utilizzo uniforme dei materiali di finitura”. Quanto a volumi e impatto visivo, i progettisti hanno immaginato “sporti di gronda e integrazione tende per i dehors e sistemi di facciata vetrati, che permettano ampia apertura e respiro verso l’esterno, oltre ad una maggiore facilità di utilizzo per le attività”.

Evidentemente non basta per convincere l’amministrazione, almeno sul piano della ricollocazione delle strutture nell’area in questione. “Chiediamo, in sostanza, che siano aperti i coni visivi dagli accessi viari e da piazza Bresca, insomma una maggiore permeabilità verso il mare – sottolinea l’assessore Massimo Donzella (urbanistica e lavori pubblici) – Ciò anche a vantaggio della piazza che si vorrebbe creare. Ci rendiamo conto delle problematiche, ma al tempo stesso siamo certi che si possa trovare una soluzione soddisfacente, da valutare e condividere in seno all’amministrazione”.

Porto di Sanremo ha già provveduto a “revisionare il masterplan generale delle funzioni e dei percorsi del porto, la ricollocazione delle funzioni e dei servizi previsti, con particolare focus sulle soluzioni sviluppate riguardo l’area della piccola e grande pesca, con passeggiate in quota e percorsi differenziati, fruibilità pubblica del piazzale Vesco e mista della banchina omonima”, oltre alla riqualificazione dell’area dei baretti per la quale ora ai progettisti viene chiesto di rimettersi all’opera.

Gianni Micaletto

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