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Cronaca | 26 maggio 2026, 07:11

Nessy Guerra, 52mila firme e cinque partiti alla Camera: pressing sul governo per riportarla in Italia

Oggi alla Camera la conferenza “Giustizia per Nessy Guerra e sua figlia”: interrogazione al ministro Tajani e sostegno bipartisan alla petizione lanciata da Roberta Rei

Nessy Guerra, 52mila firme e cinque partiti alla Camera: pressing sul governo per riportarla in Italia

Cinque partiti, un’interrogazione parlamentare e oltre 52mila firme raccolte su Change.org per chiedere il rientro in Italia di Nessy Guerra e della figlia Aisha, bloccate in Egitto da tre anni. La mobilitazione approderà oggi, alla Camera dei Deputati nel corso della conferenza “Giustizia per Nessy Guerra e sua figlia”, in programma alle 19 nella Sala Stampa di Montecitorio.

L’iniziativa arriva dopo il deposito di un’interrogazione parlamentare al ministro degli Esteri Antonio Tajani da parte della deputata M5S Stefania Ascari, che ha anche sottoscritto la petizione “Riportiamo in Italia mamma e figlia da 3 anni ostaggi in Egitto”, lanciata dalla giornalista de Le Iene Roberta Rei a gennaio, dopo un servizio televisivo dedicato alla vicenda. “Il Governo italiano deve garantire a Nessy e alla piccola Aisha protezione, assistenza legale e diplomatica, e fare tutto il necessario per riportarle a casa, in Italia, al più presto”, ha dichiarato Ascari.

Alla conferenza parteciperanno parlamentari appartenenti a cinque gruppi politici — M5S, Partito Democratico, Alleanza Verdi Sinistra, Azione e Italia Viva — insieme all’avvocata Agata Armanetti, ai giornalisti Roberta Rei e Vittorio Romano di Chi l’ha visto?, oltre al team di Change.org Italia. Previsto anche un collegamento diretto dall’Egitto con Nessy Guerra. Nel corso dell’incontro verranno affrontate le prossime mosse diplomatiche e legali, alla luce della scadenza imminente del 3 giugno, data in cui è prevista l’udienza per l’affido della minore, battaglia giudiziaria che Nessy porta avanti da anni.

Secondo quanto riferito nel comunicato, il padre della bambina — “già condannato in Italia per stalking e violenza” — avrebbe inoltre pubblicato online minacce rivolte anche alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La petizione online continua intanto a raccogliere adesioni, superando quota 52mila firme nelle ultime ore.

Andrea Musacchio

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