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Politica | 25 maggio 2026, 13:12

Byblos di Ospedaletti, l'amministrazione Cimiotti replica alla minoranza: "Avete scritto voi quelle regole, ora non fate i salvatori della patria"

L’Amministrazione Cimiotti difende il progetto di trasformazione del compendio Byblos, accusa l’opposizione di “amnesia politica”

Byblos di Ospedaletti, l'amministrazione Cimiotti replica alla minoranza: "Avete scritto voi quelle regole, ora non fate i salvatori della patria"

L’Amministrazione comunale di Ospedaletti interviene con un lungo e duro comunicato per replicare alle accuse mosse dalla minoranza sul futuro del Compendio Byblos e sulla sua trasformazione in struttura alberghiera. Nel testo, il sindaco e la maggioranza respingono con forza le ricostruzioni dell’opposizione, accusata di voler “trasformare una normale attività di governo del territorio in un film dell’orrore fatto di mostri, deserti e complotti”. Secondo l’amministrazione guidata dal sindaco Cimiotti, la trasformazione urbanistica del Byblos non sarebbe una scelta nata oggi, ma l’esito di un percorso politico e amministrativo avviato oltre vent’anni fa e più volte confermato dalle precedenti amministrazioni comunali. “Chi oggi si presenta come resistenza civica – si legge nella nota – è lo stesso che quelle scelte le ha votate e rese possibili”. Nel comunicato viene ricordato come tra coloro che sedevano in Consiglio Comunale all’epoca delle approvazioni urbanistiche figurassero anche gli attuali esponenti della minoranza e lo stesso gestore del Byblos, allora consigliere comunale favorevole alla trasformazione della struttura. L’amministrazione parla apertamente di “tentativo deliberato di ingannare i cittadini”, accusando l’opposizione di voler cancellare vent’anni di storia amministrativa.

“Le regole urbanistiche esistono e vanno applicate”

Uno dei punti centrali della replica riguarda la natura degli strumenti urbanistici approvati nel 2002. La maggioranza contesta la narrazione della minoranza secondo cui il Comune starebbe trattando quel piano come un “obbligo inderogabile”. La posizione dell’amministrazione è netta: quegli strumenti urbanistici, approvati e confermati dalle amministrazioni precedenti, prevedono chiaramente che il Compendio, in caso di trasformazione, debba diventare una struttura alberghiera. “Il compito dell’amministrazione attuale – si legge – non è fingere che quella cornice non esista, ma decidere se e come attuarla in modo serio, trasparente e sostenibile”. La giunta rivendica inoltre di aver affrontato una situazione rimasta per anni in sospeso, ricevendo tre proposte da promotori privati e fissando criteri chiari di valutazione.

Il nodo del contratto di locazione

Ampio spazio viene dedicato anche alla vicenda del contratto di locazione del Byblos. La maggioranza definisce “una sceneggiata” le accuse secondo cui il Comune avrebbe voluto “cacciare” un’azienda sana. Tre i punti evidenziati dall’amministrazione:

  • un ente pubblico non può prorogare indefinitamente un contratto senza nuova procedura pubblica;
  • la disdetta, secondo quanto affermato dal Comune, sarebbe stata inizialmente proposta dallo stesso gestore;
  • è stata comunque garantita la prosecuzione dell’attività fino a una data precisa, per consentire una transizione ordinata.

La maggioranza sostiene che chiedere proroghe ulteriori significherebbe “aggirare le regole sugli appalti e sulle concessioni”, con possibili conseguenze economiche e contabili per il Comune.

Lavoratori e continuità occupazionale

Altro tema affrontato è quello della tutela occupazionale dei lavoratori del Byblos. L’amministrazione accusa la minoranza di aver diffuso “la menzogna” secondo cui il Comune avrebbe promesso di pagare direttamente gli stipendi durante il periodo di fermo lavori. Nel comunicato viene precisato che:

  • non esiste alcun impegno del Comune a pagare gli stipendi;
  • ai promotori è stato imposto di presentare un piano dettagliato di continuità occupazionale;
  • la tutela del lavoro è stata inserita tra i criteri vincolanti per la valutazione dei progetti.

“Abbiamo scelto la strada più difficile ma più onesta – scrive la giunta – obbligare chi vuole investire a farsi carico anche del destino di chi oggi lavora al Byblos”.

Porto, Villa Sultana e “mostri urbanistici”

Nel documento si torna anche sulle polemiche relative al porto incompiuto e a Villa Sultana. L’amministrazione sostiene che entrambe le vicende siano il risultato di scelte urbanistiche e politiche delle precedenti amministrazioni. Sul porto, la maggioranza parla di “cantiere abbandonato, danno paesaggistico evidente e un mare di contenziosi gravosi”, sottolineando di aver ereditato una situazione complessa. Per quanto riguarda Villa Sultana, la giunta afferma che il carico edificatorio previsto nell’area e il progetto alberghiero sul retro siano frutto di previsioni urbanistiche approvate in passato da chi oggi critica l’operato dell’attuale amministrazione. “L’amministrazione attuale sta cercando di ridurre i danni, non di moltiplicarli”, si legge nel comunicato.

“No a tutto”: l’affondo finale contro la minoranza

La parte conclusiva della nota si trasforma in un duro attacco politico all’opposizione, accusata di portare avanti una strategia basata esclusivamente sul rifiuto sistematico dei progetti dell’amministrazione. La maggioranza elenca una serie di provvedimenti sui quali la minoranza avrebbe votato contro o si sarebbe astenuta: comunità energetica, nuova farmacia, porto, tennis, biblioteca, centro anziani, rigenerazione urbana, ciclabile, parcheggio coperto, esternalizzazione dell’asilo nido e trasformazione del Byblos. Secondo la giunta, non si tratterebbe di una proposta alternativa per Ospedaletti, ma di “un riflesso automatico: dire no a tutto, alimentare paure e scenari catastrofici senza assumersi responsabilità concrete”. L’amministrazione conclude rivendicando una linea politica fondata su trasparenza, attuazione delle scelte urbanistiche esistenti e tutela dei lavoratori: “Il Sindaco e l’amministrazione continueranno a invitare i cittadini a fare una cosa semplice e rivoluzionaria: venire in Comune, leggere le delibere di ieri e di oggi, vedere chi ha votato cosa e giudicare sulla base dei documenti, non della propaganda”.

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