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Attualità | 25 maggio 2026, 08:48

“La mia merenda… LIBERA!”: al Plesso di Nevia il 23 maggio diventa educazione alla legalità

Pane e olio delle terre confiscate alla mafia, teatro educativo e musica per ricordare Falcone e Borsellino attraverso i gesti concreti della memoria

Il 23 maggio non è soltanto una data sul calendario: è una ferita ancora aperta nella storia italiana, ma anche il simbolo di un Paese che ha scelto di non arrendersi alla mafia. In occasione dell’anniversario della strage di Capaci, gli alunni del Plesso di Nevia hanno deciso di trasformare il ricordo in un’esperienza concreta, intensa e profondamente educativa.

Quest’anno la memoria ha avuto il sapore autentico della rinascita. I bambini hanno condiviso una speciale merenda a base di pane e olio proveniente dalle terre confiscate alla mafia, oggi restituite alla collettività grazie al lavoro delle cooperative sociali. Un gesto semplice ma carico di significato, capace di raccontare come la legalità possa essere coltivata ogni giorno, anche attraverso le azioni più quotidiane.

Da questa esperienza è nato lo slogan “La mia merenda… LIBERA!”, simbolo di una scelta consapevole che trasforma il cibo in un messaggio di giustizia, solidarietà e riscatto sociale. Quel pane e quell’olio hanno rappresentato la vittoria dello Stato e della comunità sul sopruso mafioso, diventando una vera lezione di educazione civica vissuta sul campo.

I bambini hanno poi dato vita a un momento di forte impatto simbolico utilizzando il proprio corpo per “diventare” una bottiglia dell’olio delle Terre Libere. Un’esperienza di teatro-educazione e pedagogia civile che, attraverso il gioco mimico e il lavoro di gruppo, ha raccontato il valore della collaborazione e della rinascita collettiva. Un’immagine potente, capace di trasformare un simbolo concreto in un messaggio di speranza.

Particolarmente emozionante è stato anche il momento musicale, quando le voci degli alunni si sono unite sulle note di Pensa di Fabrizio Moro. Le parole del brano hanno risuonato tra le mura scolastiche come un invito universale alla responsabilità e alla riflessione.

“Pensa prima di sparare, pensa prima di dire e di giudicare, pensa, che puoi cambiare il mondo con la tua parola…”

Attraverso la musica, i bambini hanno ricordato che l’indifferenza è il primo alleato delle mafie e che il cambiamento nasce proprio dai banchi di scuola, dalle scelte quotidiane e dal coraggio di non restare in silenzio. Il messaggio emerso con forza è che il peggior nemico della mafia è la scuola, luogo in cui si formano coscienze libere e cittadini responsabili.

Tra i passaggi più toccanti della canzone, la riflessione sulla paura e sul silenzio ha offerto ai ragazzi uno spunto importante: il cambiamento non nasce soltanto dalle azioni eroiche di grandi figure come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ma anche dalle scelte quotidiane di ogni persona che decide di interrompere il ciclo della violenza e dell’omertà.

Un ringraziamento speciale è stato rivolto alla dirigente scolastica Dott.ssa Antonella Costanza, per l’impegno costante nella diffusione dei valori della legalità all’interno della comunità scolastica, insieme alla docente referente Roberta Masi, che ha supportato e promosso l’iniziativa.

Una mattinata intensa e significativa che ha dimostrato come le idee di Falcone, Borsellino e di tutte le vittime della mafia continuino ancora oggi a camminare sulle gambe delle nuove generazioni.

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